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Ismail Haniyeh: "L'incidente della flottiglia una vittoria per l'umanità"

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Ismail Haniyeh: "L'incidente della flottiglia una vittoria per l'umanità"

Ismail Haniyeh: "L'incidente della flottiglia una vittoria per l'umanità"
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Ismail Haniyeh é uno dei due leader di Hamas che si contendono la posizione di primo ministro dei palestinesi. Eletto nel 2006 nello scrutinio vinto da Hamas, è stato depopsto dal presidente Mahmoud Abbas un anno dopo durante il conflitto che ha opposto Hamas a Fatah, ma Haneyah non ha obbedito e continua ad esercitare le funzioni di premier nella striscia di Gaza. Euronews lo ha incontratro a Gaza per una intervista esclusiva.

Euronews

Dopo l’attacco alla flottiglia della libertà lei ha chiesto come molti altri paesi la fine dell’assedio per la striscia di Gaza: considera quanto è accaduto come una vittoria per Hamas?

Ismail Haniyeh

Quanto è accaduto è una vittoria per l’umanità, a bordo della flottiglia c’erano persone di molte nazionalità diverse, diverse religioni e ideologie politiche, e da ogni parte si è levata un’unica rischiesta, togliere il blocco a Gaza. Da questo punto di vista la flottilla è diventata un punto di svolta che ha catturato l’attenzione globale puntando i riflettori sull’assedio di Gaza. Per noi questa è una vittoria per la giustizia e la coscienza, e allo stesso tempo una sconfitta per l’occupazione e una sconfitta per l’ingiustizia che si commette contro il popolo palestinese.

Euronews

La vostra richiesta di sollevare il blocco su Gaza è stata sostenuta da gran parte della comunità internazionale dopo l’attacco alla Flottiglia, ma alcuni dicono che Hamas rifiuta di condividere questo successo con l’Autorità palestinese. E la prova di questo sarebbe il fatto che lei ha rifiutato di incontrare la delegazione dell’Autorità palestinese dopo l’incidente.

Ismail Haniyeh

Non ci sono dubbi sul fatto che la nostra richiesta di mettere fine al blocco è balzata al centro dell’attenzione internazionale, il pubblico ha reagito alla situazione di questo assedio dopo il crimine dell’assalto israeliano sulle navi della flottiglia. Se ci deve essere riconciliazione nazionale palestinese, sarà sulla base delle note messe nero su bianco da Hamas nel documento egiziano che propone la conciliazione tra Hamas e Fatah.

Euronews

Come giudica la commissione di inchiesta messa in piedi da Israele per indagare su questo incidente?

Ismail Haniyeh

E come sabbia negli occhi. Per noi è totalmente inaccettabile. Non credo che alcuno dei partecipanti alla missione su quelle navi possa accettare il gioco che sta giocando Israele. Vogliamo sottolinerare l’importanza e insistere per una investigazione internazionale che sia indipendente e trasparente su quanto accaduto nel Mediterraneo.

Euronews

Voi chiedete una investigazione internazionale trasparente ed equa, ma prendiamo ad esempio il rapporto Goldstone, là avete accettato il principio di inchieste portate avanti dai palestinesi sui crimini che Hamas commesso durante gli attacchi israeliani. Questo rapporto alla fine ha assolto le fazioni palestinesi, e l’inchiesta interna di Israele è arrivata lo stesso risultato.

Ismail Haniyeh

Per prima cosa c‘è una bella differenza tra il rapporto Goldstone e questo attacco, e secondariamente c‘è un solo criminale in entrambi i fatti ed è il nemico sionista, colui che ha commesso crimini a Gaza e nel Mediterraneo. D’altro canto Hamas ha concluso inchieste dettagliate e ha consegnato i risultati alle Nazioni unite, al segretario generale. Per quanto riguarda l’inchiesta interna palestinese, rispettiamo completamente le conclusioni del rapporto Goldstone.

Euronews

Cosa pensa dell’offerta europea di ispezionare le navi con gli aiuti dirette a Gaza?

Ismail Haniyeh

In realtà non abbiamo ricevuto nessuna offerta formale e specifica. Quando riceveremo una proposta per una determinata iniziativa studieremo il da farsi e decideremo come posizionarci davanti a questa iniziativa. In generale diciamo che la fine del blocco deve essere reale, e non una mera formalità. Chiediamo di avere un accesso al mare Mediterraneo. Inizialmente, potrebbe essere una buona idea se gli europei volessero essere presenti nelle acque interrnazionali o regionali, e non ci dispiace la loro presenza nei porti della Grecia, di Cipro e della Turchia, ovunque sia necessario per sorvegliare chi e che cosa entra nella striscia di Gaza.

Euronews

Ma senza l’intervento di Israele.

Ismail Haniyeh

Si, senza l’intervento di Israele per mare, terra e anche al check point di Rafah. Non ci opponiamo al ritorno del controllo europeo su Rafah, ma rifiutiamo ogni presenza israeliana sul posto. Questa è la nostra posizione.

Euronews

Recentemente sono comparsi a Gaza alcuni movimenti jihadisti vicini per inclinazione ad Al Quaeda, come the Army of Islam e Jund Ansar Allah, e altri ancora… siete in grado di controllare questi movimenti considerata la situazione attuale?

Ismail Haniyeh

Tanto per cominciare non descriviamo la situazione come se fosse un “fenomeno”.. non sono diffusi e non hanno una presenza significativa nella striscia.

Euronews

Ma quando tre movimenti fanno capolino un un settore limitato come Gaza non è il caso di parlare di presenza importante?

Ismail Haniyeh

Ci sono un sacco di nomi e di titoli, ma il peso politico è limitato. Per esempio nell’Autorità palestinese ci sono 14 fazioni, ogni fazione con il proprio nome, ma se si guarda al peso politico e si esaminano i fatti, la verità è che la maggioranza della popolazione di Gaza ha un’ideologia islamica moderata, rappresentata dal gruppo militante di Hamas, che guida Gaza nell’adozione di questa ideologia… quindi, non ci sono organizzazioni di Al Quaeda insediate a Gaza.

Euronews

Ma stiamo parlando di movimenti jihadisti con idee vicine ad Al Quaida, e Hamas ha ucciso recentemente alcuni dei loro leader…

Ismail Haniyeh

Forse i capi sono gli stessi, ma non ci sono gruppi legati ad Al Quaeda a Gaza.

Euronews

Il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha incontrato Barak Obama nel tentativo di lanciare negoziati indiretti. Quial è la posizione di Hamas?

Ismail Haniyeh

Secondo noi i negoziati diretti, che sono durati 18 anni, non hanno portato nessun risultato… cosa dire dei negoziati indiretti? In quattro mesi non c‘è stato nessun passo avanti sulle questioni importanti, e sto parlando di Gerusalemme, dei profughi, della sovranità e dei confini. Nè le trattative dirette nè quelle indirette possono portare a risultati concreti sotto l’egida dell’intransigenza israeliana.

Euronews

Il presidente palestinese ha parlato durante la sua visita negli Stati Uniti della volontà dell’autorità palestinese di ospitare forze della Nato di stanza nel futuro stato palestinese, almeno all’inizio… cosa ne pensa?

Ismail Haniyeh

Fin dall’inizio abbiamo bisogno di creare uno stato sovrano con la propria indipendenza, e il popolo palestinese deve poter gestire la propria nazione senza alcun intervento straniero.