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Societé Générale: al via il processo contro il broker che perse 5 miliardi

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Societé Générale: al via il processo contro il broker che perse 5 miliardi

Societé Générale: al via il processo contro il broker che perse 5 miliardi
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I superiori sapevano, anzi incoraggiavano: è questa la linea di difesa di Jerome Kerviel, il 33enne trader accusato di aver fatto perdere alla Societé Générale quasi 5 miliardi di euro con giochi speculativi che nessuno avrebbe autorizzato.

Kerviel, assaltato dai cronisti, ci ha messo quasi un quarto d’ora per percorrere duecento metri, fino all’aula nella quale ha preso il via il suo processo, che durerà almeno tre settimane. Non ha detto una parola. Per lui ha parlato l’avvocato:

“È bene che l’opinione pubblica sappia che in un periodo di crisi come questo non è un uomo ad essere responsabile, ma un sistema. E che colui che compare in tribunale è solo una pedina, una pedina che è stata usata, dalla quale altri hanno tratto profitto, per poi gettarla quando non serviva più”.

A chi credere? Alla banca francese, che dice di non aver mai autorizzato operazioni speculative di tale portata, o all’imputato, che avrebbe fatto ciò che la banca voleva, e cioè guadagnare molto e in fretta, rischiando evidentemente molto, fino a quando è andata male? L’opinione di un analista:

“Tutti i trader della Societé Générale come quelli di altre banche hanno un certo margine di manovra, devono scommettere entro certi limiti, che possono superare finché procurano denaro. Ma in questo caso le cifre in gioco erano talmente enormi che non riesco a immaginare che uno dei suoi superiori ne possa essere stato al corrente, ed averlo lasciato fare”.

Abuso di fiducia, falso e introduzione fraudolenta di dati in un sistema informatico: accuse che possono costare a Kerviel cinque anni di carcere e 375.000 euro di multa. Alla Societé Générale, la vicenda è costata molto: economicamente, e più ancora in termini di immagine.