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Il discorso della Regina a Westminster

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Il discorso della Regina a Westminster

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Riduzione del debito pubblico e riforme per superare la crisi. È il succo del discorso della Regina Elisabetta II al nuovo Parlamento britannico. Il cerimoniale segue un protocollo che si perde nei secoli, un rito che la sovrana, nel suo lungo regno, ha ripetuto per la 56° volta.

Il discorso è sì letto dalla Regina, ma è scritto dall’esecutivo cui la Regina si riferisce ripetendo spesso “il mio governo”:

“Il programma legislativo del mio governo sarà basato sui principi di libertà, correttezza e responsabilità. Le priorità sono la riduzione del deficit e il ritorno della crescita. Il mio governo limiterà il numero degli immigrati economici non europei e porrà fine alla detenzione dei minori per immigrazione illegale. Il mio governo ridurrà la minaccia delle armi nucleari e della proliferazione atomica, considerando le preoccupazioni suscitate dal programma nucleare iraniano”.

Il primo impegno del governo è quello di salvare i conti pubblici, ma ci sarà anche una riforma elettorale con la proposta di portare a cinque anni fissi la durata della legislatura.

Al passaggio della Regina i pacifisti le hanno ricordato che c‘è un altro modo per ridurre il deficit: ritirare i soldati dall’Afghanistan.