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Tappi di ghiaccio e pecore deportate: il vulcano islandese tra fobia e follia

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Tappi di ghiaccio e pecore deportate: il vulcano islandese tra fobia e follia

Tappi di ghiaccio e pecore deportate: il vulcano islandese tra fobia e follia
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Deportazione delle pecore e fantasiose strategie per fermare le ceneri. Sono alcuni dei bizzarri effetti collaterali, prodotti dalla fobia del vulcano islandese, che nelle scorse settimane ha messo in ginocchio il traffico aereo.

Illustri geologi sono arrivati a ipotizzare di coprire il cratere con immensi lastroni di ghiaccio. Soluzione che eviterebbe l’esplosivo effetto compressione di un più ermetico “tappo”, ma che secondo molti esporrebbe al rischio di incontrollabili inondazioni.

Per il momento, nelle aree circostanti il vulcano, la preoccupazione è però quella di evacuare le greggi. Una complessa operazione volta a dirottare le pecore verso pascoli più salubri di quelli ammantati dalle ceneri.

“E’ una situazione difficile – spiega un pastore -, perché hanno la tendenza a tornare dove sono cresciute. E a volte finiscono così per percorrere chilometri e chilometri”.

Spesso è necessario il ricorso alla forza, ma la deportazione è a fin di bene: ad attendere le pecore a fine corsa, le amorevoli cure dell’Associazione contadini dell’Islanda del Sud.