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"Contro di me bugie". Polanski rompe il silenzio

"Contro di me bugie". Polanski rompe il silenzio
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“Gli Stati Uniti reclamano la mia estradizione soltanto per darmi in pasto ai media”. Per la prima volta dal suo arresto, Roman Polanski rompe il silenzio.

Uno sfogo, affidato a una lettera aperta sul sito dell’amico e filosofo Bernard Henry-Levy, con cui accusa la giustizia americana di strumentalizzare il caso: “Non posso tacere – scrive il regista – perché la richiesta di estradizione avanzata alle autorità svizzere è basata su una menzogna”.

Polanski è accusato negli Stati Uniti di aver avuto, nel 1977, rapporti sessuali con una tredicenne.

Episodio, in merito al quale i suoi legali sostengono che un accordo con la giustizia fosse stato raggiunto ormai più di trent’anni fa. E che ora spingono il regista di “Rosemary’s Baby”, ad accusare il nuovo procuratore distrettuale di cavalcare il suo caso per farsi pubblicità.

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