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Cuba, priorità non dichiarata della presidenza spagnola

Cuba, priorità non dichiarata della presidenza spagnola
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Continuiamo con la nostra edizione speciale sulle priorità della presidenza spagnola dell’Unione europea. Fra di esse ci sarà anche il rafforzamento delle relazioni con l’America Latina. In questa sezione abbiamo voluto occuparci della volontà di Madrid di aprire un dialogo con Cuba.
Ne parleremo con il nostro ospite, l’eurodeputato spagnolo Luis Yañez, in collegamento da Bruxelles, ma vediamo prima il nostro servizio.

Ottobre 2009. Il ministro degli esteri spagnolo Miguel Ángel Moratinos è in visita all’Avana. L’obiettivo è normalizzare le relazioni fra i due paesi. Ma il capo della diplomazia spagnola vuole anche convincere l’Unione europea a rivedere la Posizione Comune adottata nel 1996, che esige la liberazione dei prigionieri politici e il rispetto dei diritti umani prima di avviare la normalizzazione delle relazioni fra il blocco europeo e Cuba.

In quell’occasione Moratinos dichiara: “La Spagna intende intensificare i rapporti fra Cuba e l’Unione europea, quando la Spagna assumerà la responsabilità della presidenza dei Ventisette”.

Questo nonostante il fatto che, secondo i dissidenti cubani come le Donne in Bianco, l’ascesa al potere di Raúl Castro non abbia prodotto maggiore libertà. La Commissione cubana dei diritti umani segnala che lo scorso 6 gennaio c’erano ancora 201 prigionieri politici. A metà 2009 erano 208. Inoltre, l’anno scorso 869 dissidenti sono stati sottoposti a fermi e detenzioni.

Fra questi la blogger Yoani Sánchez. Conosciuta a livello internazionale per le sue cronache sulla vita quotidiana dei cubani, ha risposto in esclusiva alle domande di euronews via internet: “Noto negli ultimi mesi un aumento della repressione, un aumento delle punizioni a coloro che pensano in modo diverso, l’abbiamo visto in occasione di diversi eventi e raduni di protesta: punizioni agli oppositori, ai dissidenti, ai blogger indipendenti e a chi partecipi a qualunque manifestazione alternativa o con un criterio differente o contrario allo Stato.
La grande sfida per la Spagna nei prossimi mesi in cui sarà a capo dell’Unione europea, non è in realtà di finirla con la Posizione Comune dei Ventisette rispetto al governo cubano, ma piuttosto cercare una posizione comune di solidarietà con la popolazione, facendo una distinzione: Cuba non è il suo governo, Cuba non è né un partito né un’ideologia, ma le piccole e piccolissime persone che formano questa società. Abbiamo bisogno della solidarietà dei paesi europei e soprattutto delle pressioni che possono fare dall’esterno sul diritto alla libertà d’espressione e sui diritti di cui noi cubani abbiamo bisogno”.

Un argomento delicato, che non riscuote l’unanimità dei Ventisette. Per evitare scontri, la Spagna ha rinunciato a inserire la questione di Cuba fra le priorità ufficiali del semestre presidenziale.