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Gli europei sentono la morsa della povertà

Gli europei sentono la morsa della povertà
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La povertà dilaga: è il sentimento dell’80 per cento degli europei che secondo un sondaggio di Eurobarometro ritiene che negli ultimi tre anni la popolazione del proprio paese si sia impoverita. Pur se la percezione della povertà è un fattore soggettivo, secondo il sondaggio sono gli Ungheresi, i Bulgari e i Rumeni i primi a pensare la popolazione si sia impoverita, seguiti dai Portoghesi e dai Francesi. In Italia il 75 per cento dei cittadini crede che gli italiani siano più poveri.

Ma cosa vuol dire essere poveri? Swa Schyven che lavora in un cantro di aiuto per i poveri fiammingo ad Anversa, dice di aver conosciuto l’indigenza da piccolo. “La povertà non è solo avere fame o essere senza dimora, dice, ma è anche l’emarginazione, la mancanza di partecipazione alla società, e poi se non si sa niente, non si può fare niente. La povertà si diffonde dall’interno di ciascuno”. Ottanta milioni di europei vivono al di sotto della soglia di povertà, ma ci sono tanti tipi di povertà, come spiega un esperto della Commissione europea, Christine Kotarokos: “Quando si parla di rischio povertà, ci si riferisce a una particolare misura della povertà che è il reddito, ma essere poveri può dipendere da molti altri fattori”. Essere poveri vuol dire non avere scelta, in termini di lavoro, edicazione, relazioni sociali. Una cosa è certa: con la crisi, la situazione dei poveri si è fatta più difficile. In Italia la Caritas fa sapere che le richieste di aiuto sono aumentate del 20 per cento in un anno.