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Le minacce degli estremisti fermano il Gay Pride di Belgrado

Le minacce degli estremisti fermano il Gay Pride di Belgrado
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Le scritte minacciose sui muri e le intimidazioni hanno avuto la meglio sul Gay Pride di Belgrado: domani, niente manifestazione. Sulla scia di alcuni gravi fatti commessi da estremisti di destra e ultranazionalisti, e della loro promessa di fare saltare l’evento, gli organizzatori hanno deciso di annullare il corteo. Le autorità serbe avevano espresso perplessità e messo in guardia sui rischi di violenza, chiedendo di spostare la manifestazione altrove, ma la proposta è stata respinta.

Il primo Gay Pride della Serbia, nel 2001, fu segnato da pesanti scontri e la polizia non fu in grado di contenere gli estremisti. A Belgrado, l’ambasciatore della Svezia, Paese che detiene la Presidenza di turno dei Ventisette, ha definito l’annullamento “strano” e “triste”, ma ha aggiunto che l’episodio non avrà ripercussioni dirette sull’integrazione della Serbia nell’Unione europea. Proprio per essere in linea con l’Europa, Belgrado ha adottato a inizio anno una legge contro la discriminazione.
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