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Tatarstan: la lunga strada verso la Cina

Tatarstan: la lunga strada verso la Cina
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Crocevia di popoli e civilità, religioni, nazioni e culture il Tatarstan, repubblica autonoma della Federazione Russa, resta uno snodo di collegamento fra Europa ed Asia. Al centro della via dell’oro nell’ultimo millennio la regione adesso cerca unioni virtuose con l’antica Via della seta.

Il comitato organizzatore della Parigi Dakar ha deciso di far partire da Kazan, capitale del Tatarstan, il rally della Via della seta. Questo è il territorio simbolo del magnifico mix fra due continenti e tante culture. Il Tatarstan è inoltre la chiave di volta di una nuova opera infrastrutturale, un corridoio fra Europa orientale e Cina, la nuova Via della seta del XXI secolo. Il primo ministo del Tatarstan Roustam Minnikhanov è conscio dell’importanza di questo corridoio. Il premier è inoltre lui stesso pilota di rally e grande sostenitore di questo progetto: “Nella nostra repubblica si producono autoveicoli. Abbiamo sostenuto le iniziative legate alla produzione automobilistica con gare sportive. Le competizioni incrementano l’interesse per gli investimenti in Tatarstar e incrementano l’industria automobilistica oltre a incentivare i contatti con gli stati fratelli”. Abitata in maggioranza da mussulmani questa repubblica russa comprende anche i devoti della chiesa ortodossa. Crogiuolo di popoli il Tatarstan venne invaso o annesso da entità politiche come la Grande Bulgaria, i Cazari, i Mongoli e non solo. Nel tempo i contenziosi si sono sciolti sotto il segno della tolleranza. Il turismo e i nuovi viaggi sono il futuro di questo orizzonte. E gli abitanti di queste contrade sono fiduciosi…: “ La nuova strada è ottima ma certe cose non vanno bene, vanno migliorate. Se sarà cosi’ potremo arrivare fino in Cina come dicono”. Mentre si moltiplicano le corsie delle strade anche i ponti come quello sul fiume Kama vengono ampliati. L’arteria che parte da San Pietroburgo raggiunge Almaty e Korgas verso la frontiera con la Cina. Fin dal Medio Evo questa è la strada di collegamento fra le regioni del Volga e l’Asia Centrale. Tuttavia gli standard globali del tracciato devono essere migliorati. Il percorso cinese è quasi ultimato e il Kazakstan ha chiesto fondi internazionali ed euorpei per completare i suoi collegamenti col Tatarstan. La società avtostrada è incaricata del tracciato russo di questo corridoio. Euronews ha parlato con il suo direttore generale: “ La nostra sezione di strada inizia dal ponte sul fiume Kama, il maggiore di Russia. C‘è uno scambio fra di noi. Il corridoio Baltico/Cina orientale ovviamente inizia in Russia, attraversa il Kazakstan e la Cina. In totale collega tre paesi. Del resto dove c‘è una strada c‘è movimento, cioè c‘è vita”. La nuova lunga strada schiude ipotesi di nuovi traffici fra tutti i centri che riunisce in una sola linea. Lo dice la gente di qui : “Ci saranno molti piu’ camion che passeranno per questa direttrice che sarà piu’ comoda e piu’ facile da attraversare per le popolazioni. Sono molto contento di questo progetto” I russi costruiranno 3000 km di strada, l’intero tracciato sarà lungo in totale piu’ di 10 mila km. L’intero progetto sarà completato nel 2015 da parte russa. Attorno a questa grande arteria si dirameranno nuove vie che imbriglieranno una regione vastissima che corrisponde in parte alla via della seta percorsa da Marco Polo. La vita dei queste regione sarà trasformata. Per i viaggiatori la situazione cambia: “Prima i miei viaggi erano piu’ lunghi perchè attraversavo Naberezhnye Chelny. La distanza non cambia ma adesso la strada col ponte è diventata piu’ agevole prima ci mettevo 4 / 5 ore adesso 3/4 ore” – Questo ponte ci aiuta molto. Prima era una sofferenza. C’era un fiume da attraversare, il secondo ponte per quadruplicare le corsie deve essere aperto, speriamo per le Universiadi del 2013” La nuova via della seta riuscirà a stringere nuovi interessi commerciali interconnessi fra oriente europeo ed estremo oriente? Anche i giochi delle Universiadi che si terranno a Kazan nel 2013 sono un incentivo in piu’ verso un futuro che si sta costruendo.