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La Svizzera chiede scusa alla Libia per l'arresto del figlio di Gheddafi

La Svizzera chiede scusa alla Libia per l'arresto del figlio di Gheddafi
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È arrivato in Libia con l’obiettivo di chiudere un anno di tensioni diplomatiche. Il presidente svizzero Hans-Rudolf Merz è venuto a chiedere scusa per l’arresto, nel luglio 2008, del figlio del leader libico Muammar Gheddafi e di sua moglie. Da allora le relazioni tra i due Paesi si erano praticamente interrotte.

Hannibal Gheddafi e la consorte, all’epoca incinta, erano stati arrestati a Ginevra per maltrattamenti nei confronti dei domestici. Uscirono di prigione due giorni dopo su pagamento di una cauzione da tre cento mila euro. “Se le autorità e la diplomazia svizzere avessero manovrato in una maniera più abile come sanno fare – spiega l’avvocato del governo libico – questo problema sarebbe stato risolto alla fine della scorsa estate”. Dopo l’arresto di Gheddafi la Libia ha adottato ritorsioni immediate: la prima è stata la sospensione delle consegne di petrolio libico a Berna. Due cittadini svizzeri sono inoltre bloccati in Libia dall’epoca dei fatti. “All’inizio la Libia aveva posto una sola condizione – dice questo esperto -: L’archiviazione del caso. Ma sfortunatamente dopo l’archiviazione, i libici hanno tirato fuori altre esigenze. Un segno di cattiva volontà”. L’accordo raggiunto tra Svizzera e Libia stabilisce che sarà istituito a Londra un tribunale arbitrale indipendente incaricato di indagare sulle circostanze del fermo della coppia Gheddafi. Se errori saranno stabliti, i responsabili dovranno risponderne. I due svizzeri detenuti in Libia dovrebbero essere liberati nei prossimi giorni.