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Al Fatah cambia pelle per riconquistare l'elettorato

Al Fatah cambia pelle per riconquistare l'elettorato
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Il primo partito laico palestinese esce con slancio e volti nuovi dal Congresso di Betlemme, il primo in vent’anni e l’unico in territorio palestinese dalla fondazione del partito. Simbolo della nuova dirigenza, Marwan Bargouti, eletto al comitato centrale. Emblema della resistenza, sta scontando cinque ergastoli in Israele ed è considerato il successore naturale di Yasser Arafat.

Il voto degli oltre 2300 delegati riuniti al Congresso da martedì, ha dato una svolta al movimento: solo quattro dei 10 membri della “vecchia guardia” sono stati rieletti. Al Fatah vuole scrollarsi di dosso l’immagine di partito corrotto e nepotista che ha portato alla sconfitta elettorale del 2006 a favore dei radicali di Hamas. Tra i nomi più in vista, due uomini dal pugno di ferro: Mohammad Dahlane, ex uomo forte di Al Fatah a Gaza, e Jibril Rajoub, ex capo della sicurezza preventiva in Cisgiordania. Tra loro non si rivolgono la parola da anni. Entrambi hanno lottato contro gli estremisti responsabili di attacchi anti-israeliani. Il colonnello Dahlane, considerato un “protetto degli Usa”, aveva represso con fermezza gli attivisti di Hamas e della Jihad Islamica nel ’96. Rajoub ha la reputazione di un nazionalista intransigente, è stato vicino ad Arafat ed è visto come una delle rare personalità in grado di opporsi ad Hamas. Il Congresso ha eletto la dirigenza del comitato centrale composto da 23 membri e i responsabili del comitato rivoluzionario, 120 membri. Sono le principali istanze del partito. Il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Mahmud Abbas, è stato riconfermato alla guida di un partito risultato più solido in vista di una nuova tornata elettorale all’inizio del 2010.