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I tibetani vogliono il negoziato ma ammoniscono Pechino: "Senza dialogo non resta che la lotta"

 I tibetani vogliono il negoziato ma ammoniscono Pechino: "Senza dialogo non resta che la lotta"
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I Tibetani insisteranno sulla linea del dialogo con le autorità di Pechino, non cederanno, almeno per ora, alle tentazioni di una esplicita lotta per l’indipendenza.

Sono queste le conclusioni della lunga riunione dei 600 delegati in rappresentanza dei tibetani dell’esilio che si sono ritrovati a Dhramshala, in India.

I tibetani tuttavia si attendono segnali chiari dalla Cina, in mancanza dei quali saranno pronti a rilanciare la loro iniyiativa.

“Non manderemo delegazioni per ulteriori contatti”, spiega la presidente del parlamento tibetano in esilio. “Se la Cina non risponderà positivamente non resterà che lottare per la completa indipendenza”.

La riunione, che domani sarà conclusa da un intervento del Dalai Lama, punta a risolvere la crisi nella regione meridionale della Cina, segnata dalla sistematica repressione da parte delle autorità di Pechino delle istanze di una maggiore autonomia politica e culturale.

Dal canto suo la Cina, che a cavallo coi giochi olimpici spense con la forza i focolai di rivolta, ha escluso ogni apertura.