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La sfida tra Obama e McCain non entusiasma gli iracheni

La sfida tra Obama e McCain non entusiasma gli iracheni
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Gli echi della campagna elettorale americana giungono anche in Iraq, proprio mentre gli Stati Uniti stanno negoziando con il governo di Baghdad una proroga alla loro presenza militare nel paese fino al 2011.

Tra la popolazione irachena, dove la permanenza dei soldati americani è sempre meno tollerata, il voto del 4 novembre interessa solo nella misura in cui possa accelerare il ritiro dei soldati. “A dio piacendo, il prossimo presidente degli Stati Uniti sarà Obama. E allora mi auguro che ritiri le truppe americane da qui”.

Se per alcuni un democratico alla Casa Bianca offrirebbe più garanzie, per altri la politica di Washington è già decisa, indipendentemente dal risultato elettorale. “Le elezioni americane non mi interessano. Riguardano solo gli americani, anche se so che avranno un riflesso nel mondo intero. Per me che vinca Obama o McCain non fa alcuna differenza”.

Sebbene gli attentati continuino, nel mese di ottobre il numero dei morti per il conflitto in Iraq, sia tra i militari che tra i civili, è sceso al livello più basso dal 2003, anno dell’intervento americano.