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Crisi economica: cittadini in rivolta a Reykjavik "chi ha sbagliato deve pagare"

Crisi economica: cittadini in rivolta a Reykjavik "chi ha sbagliato deve pagare"
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La piazza in Islanda ora chiede le dimissioni del primo ministro e del capo della banca centrale. La crisi si è abbattuta come una scure sul paese: nazionalizzate le tre principali banche, l’Islanda ha dovuto chiedere un prestito di due miliardi di dollari al Fondo Monetario Internazionale per permettere all’economia di continuare a girare.

“Perderemo le nostre case, il nostro lavoro?- dice una manifestante- Vogliamo avere risposte a queste domande. Ne abbiamo abbastanza, perchè è accaduto tutto questo? Vogliamo avere voce in capitolo, mostrare che siamo uniti e vogliamo che il governo faccia meglio il suo lavoro”

Quanto accaduto si poteva evitare? E’ la domanda che serpeggia tra la folla. Secondo l’ex ministro delle finanze, intervenuto dal palco, “Si è trattatato di un evento prevedibile e chi non lo ha fatto deve ammettere i suoi sbagli”.

In un paese che conta poco più di 300 mila persone oltre 2000 sono stati i manifestanti per le strade di Reykjavik, episodio raro nella storia islandese.