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Fortis si difende in Tribunale

 Fortis si difende in Tribunale
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Il salvataggio di Fortis finisce in tribunale. Poche settimane dopo l’acquistao della maggioranza del capitale da parte di BNP Paribas, almeno dodicimila piccoli azionisti chiedono il risarcimento dei danni, provocati – a loro dire – dalle decisioni prese da Fortis, l’istituto di credito finito nel ciclone della crisi finanziaria. Al tribunale, il compito di giudicare tre ex dirigenti, che li avrebbero ingannati e indotti in errore.
“Si tratta di una vera a propria frode – dice un azionista -. Quando vedi tutti i benefit e gli stipendi di cui hanno beneficiato, capisci lo scandalo che oggi è davanti agli occhi del mondo. Di fronte a tutto ciò, ci sono ancora delle autorità che chiedono tempo, che sembra dicano: Non capiterà più. Ma che non sono in grado di punire le azioni del passato”.
Gli azionisti chiedono la sospensione delle operazioni di salvataggio e dicono che la decisione di procedere in questo senso, avrebbe causato un deprezzamento di almeno 7 miliardi di euro del valore di Fortis.
“Il punto in cui i nostri interessi divergono – spiega il rappresentante legale di BNP Paribas -, si amplifica nel momento in cui viene messa in dubbio la cessione delle attività, parte essenziale del piano di recupero. Questo programma non porta alcun vantaggio”.
Per salvarsi dal rischio di fallimento la banca, dopo una parziale nazionalizzazione, ha venduto le sue attivita’, inclusa la partecipazione in Abn Amro, all’Olanda.
La prossima udienza è prevista il 30 ottobre.

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