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Domina l'incertezza, attesa per il G7 a Washington sulla crisi

Domina l'incertezza, attesa per il G7 a Washington sulla crisi
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Piano Paulson e interventi delle Banche Centrali non sono serviti a nulla: oggi ci provano i 7 Grandi paesi industrializzati a fare il punto della situazione per frenare la crisi e riportare i mercati alla stabilità.

Ospiti al Tesoro statunitense, a Washington, i ministri dell’Economia e delle Finanze assieme ai direttori delle Banche Centrali cercano una posizione comune. Vertice che avrà una fondamentale appendice domani quando il Presidente della Banca Mondiale Robert Zoellick e il Direttore dell’Fmi Dominique Strauss-Khan saranno alla Casa Bianca.

“Bisogna cambiare il sistema e suo funzionamento” insiste Strauss-Khan. “Bisogna cambiare le regole del gioco, cambiare controlli e supervisione. Questa crisi è il fallimento della supervisione. Il fallimento della convinzione che il mercato si regola da solo”.

Che tradotto significa: più Stato. E visto che parlare di recessione globale non è più un tabù l’Fmi ha attivato la procedura d’urgenza. Ma finora non c‘è stata risposta positiva dei mercati che vedono nero. Un analista spiega perché:

“Gli investitori e i mercati hanno bisogno di una politica che rappresenti una risposta globale alla crisi. Finora ci sono stati tanti singoli interventi ma non un intervento unificato di stabilizzazione. Questo fine settimana ce n‘è l’opportunità con il G7 e il vertice dell’Fmi: forse i più importanti meeting degli ultimi decenni”.

Ma le premesse non sono delle migliori. Il presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick, conferma che le iniziative singole non funzionano. E ha già criticato il G7 sostenendo che per affrontare crisi di queste proporzioni è necessario coinvolgere anche Cina, Brasile, India e Sudafrica.

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