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Una tonnellata di esplosivo sequestrato alle Farc

Una tonnellata di esplosivo sequestrato alle Farc
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Quasi una tonnellata. Tanto è l’esplosivo sequestrato dall’esercito colombiano. Le Farc avrebbero voluto impiegarlo per una serie di attentati come ritorsione contro il blitz che ha portato alla liberazione di Ingrid Betancourt e di altre 14 persone, il 2 luglio.

Questo almeno stando a quanto spiegano i vertici dell’esercito che hanno condotto l’operazione, a una quarantina di chilometri da Bogotà, in una fattoria in località Bojaca. Uno scenario che tenderebbe a confermare che il rilascio non possa essere avvenuto grazie al pagamento di un riscatto, come suggerito da fonti riservate citate della radio svizzera nei giorni scorsi.

La franco-colombiana, ora rientrata a Parigi, è rimasta nelle mani della guerriglia marxista per quasi 6 anni e mezzo. Colombia e Stati Uniti negano con decisione di aver pagato per ottenere la sua liberazione.