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A Guantanamo i cinque imputati per l'11 settembre auspicano martirio

 A Guantanamo i cinque imputati per l'11 settembre auspicano martirio
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Ha rifiutato gli avvocati del Pentagono, ha chiesto di essere ucciso per diventare martire, ha criticato la disegnatrice giudiziaria per avergli fatto il naso troppo grosso. Così Khali Sheik Mohammed alla prima apparizione davanti al Tribunale militare di Guantanamo che lo vede imputato insieme ad altri cinque uomini di terrorismo e cospirazione per le stragi dell’undici settembre. Il processo inizierà solo tra alcuni mesi. Rappresenta il punto conclusivo di una polemica infuocata sulla prigione più discussa del mondo.
“Il processo della commissione militare – ha detto il procuratore militare Lawrence Morris – è un sistema legale corretto, giusto e simile ad altri processi che si celebrano nei tribunali degli Stati Uniti”.

All’udienza ha potuto assistere una decina di giornalisti. Ma è stato vietato l’utilizzo di telecamere o macchine fotografiche. “Credo che se gli americani vedessero, sapessero ciò che sta avvenendo, se capissero le conseguenze che tutto ciò avrà, si vergognerebbero – ha affermatp l’avvocato della difesa Suzanne Lachelier. Indosso l’uniforme con orgoglio, ma non credo che questi metodi rendano orgoglioso nessuno di noi”. I cinque hanno trascorso 5 anni in carceri della Cia che, per sua stessa ammissione, è ricorsa a metodi che la comunità internazionale equipara alla tortura.

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