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Petrolio

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Infuriati per il rincaro del carburante, che incide pesantemente sui loro guadagni, dopo giorni di proteste in Francia, Italia, Spagna, Gran Bretagna, i pescatori hanno deciso di andare direttamente dalle istituzioni europee.

E la manifestazione pacifica si è presto trasformata in un tiro incrociato di lacrimogeni, pietre e lattine. La polizia ha finito per caricare i dimostranti, soprattutto francesi e italiani, nel quartiere tra la Commissione europea e la sede del Consiglio dei ministri.

A scatenare la guerriglia urbana, un incontro con il responsabile del Commissario alla Pesca Joe Borg, in cui i pescatori si sono sentiti dire che Bruxelles capisce il loro problema, ma non può fornire soluzioni immediate.

Fuori questione concedere ad esempio sovvenzioni pubbliche per portare da 80 a 40 centesimi al litro il prezzo del diesel. “Ogni misura che abbiamo proposto all’Unione europea, hanno detto che era incompatibile con le regole europee, dunque adesso tocca a loro trovare una soluzione, adesso siamo qui e ci sono molte persone di altri paesi, dunque dovranno trovare una soluzione, altrimenti non ce ne andiamo”.

Ma secondo Bruxelles il settore va ristrutturato e attualmente sono troppi i pescherecci che sfruttano le risorse dei mari dell’Unione europea. Tanto che ci si appresta a ridurre di nuovo le quote di pescato.

I pescatori in piazza chiedono anche che ai governi venga concesso di stanziare aiuti più consistenti al loro settore. Una richiesta che contravviene alle regole sulla concorrenza nel mercato.

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