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Braccio di ferro tra gli sciiti e il governo libanese. Le ragioni dello scontro

Braccio di ferro tra gli sciiti e il governo libanese. Le ragioni dello scontro
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Uno sciopero contro il carovita rapidamente trasformatosi in un aspro confronto armato. E’ stato questo il prologo degli scontri che da tre giorni lacerano il centro di Beirut. Ad alimentare la tensione, in un paese da sei mesi senza capo dello stato e ancora da più tempo col governo in crisi, l’uscita di Hassan Nasrallah.

Parlando alla tv, il leader di Hezbollah aveva definito una “dichiarazione di guerra” la decisione del governo di considerare illegale una rete di comunicazioni e sorveglianza messa in piedi proprio dal movimento filoiraniano.

Oltre che nella capitale, si è sparato anche nella Valle della Beqaa, attorno al centro di Taalbaya. In questa zona i miliziani sunniti hanno preso il controllo della strada che collega alla Siria, ponendo come condizione per la levata dei blocchi che Hezbollah liberi dalle barricate l’autostrada tra la capitale e l’aeroporto internazionale.