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Il dossier Kosovo in Consiglio di Sicurezza: serbi e kosovari fermi sulle proprie posizioni

 Il dossier Kosovo in Consiglio di Sicurezza: serbi e kosovari fermi sulle proprie posizioni
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Il dossier Kosovo e´nuovamente finito sul tavolo del Consiglio di Sicurezza dell´Onu ma, stavolta, si tratta di un dibattito pubblico che non avra´ conseguenze sul futuro status della regione. Il presidente serbo Boris Tadic ha ribadito la sua posizione di fronte a una futura secessione della provincia serba a maggioranza albanofona: “La Serbia non riconoscera´l´indipendenza del Kosovo e preservera´la propria integrita´territoriale e la sua sovranita´con tutti i mezzi democratici, gli strumenti legali e diplomatici a sua disposizione – ha dichiarato Tadic – Inoltre ribadisco, signore e signori, che la Serbia non ricorrera´alla violenza e alla guerra”.

Resta sulle sue posizioni anche Hashim Tachi, futuro primo ministro kosovaro. L´ex guerrigliero convertito alla politica ha ribadito che l´indipendenza sara´ dichiarata dopo le elezioni presidenziali serbe di domenica prossima: “Il Kosovo e´pronto, unito – ha detto Tachi –
vogliamo fare i compiti per casa e poi prenderemo la nostra decisione e spero che molto presto la comunita´ internazionale ci riconosca…Washington, Bruxelles e altri Stati”.

Solo Mosca, tradizionale alleata di Belgrado, si oppone alla prospettiva di un Kosovo indipendente:
diventerebbe un precedente pericoloso per quei Paesi dove sono attivi movimenti indipendentisti.

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