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Polemiche in Russia dopo l'approvazione della legge contro l'estremismo politico

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Polemiche in Russia dopo l'approvazione della legge contro l'estremismo politico

Polemiche in Russia dopo l'approvazione della legge contro l'estremismo politico
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Arma di distruzione di massa elettorale: è più o meno in questi termini che alcuni partiti e movimenti d’opposizione in Russia definiscono la legge appena approvata in via definitiva dal parlamento, a meno di sei mesi dalle prossime legislative.
Si tratta di un maxi-emendamento, che aggiunge al codice penale i crimini commessi per odio politico o ideologico, e dà ampia facoltà alle forze dell’ordine di procedere ad intercettazioni telefoniche ed ambientali, ma non solo: il disegno di legge sulla “lotta all’estremismo”, che attende ormai solo la scontata controfirma di Putin, prevede pesanti sanzioni (carcere e ineleggibilità) a carico di chi finanzi od organizzi atti estremisti, anche “per mezzo di pubblicazioni, conversazioni telefoniche o altri mezzi d’informazione”.
La Russia ha effettivamente un problema di estremismo crescente, ma la legge appena approvata lascia campo libero alle interpretazioni, e nelle sue maglie potrebbe facilmente finire anche qualsiasi manifestazione legittimamente organizzata contro il potere costituito.
Tantopiù che l’opposizione è estremamente variegata, e spesso in manifestazioni e cortei contro Putin confluiscono partiti assolutamente moderati e movimenti più radicali, gruppi più o meno folcloristici e bande di facinorosi.
Una legge così poco chiara nei suoi limiti, secondo quanto denunciano varie organizzazioni non governative, rischia di ingabbiare l’opposizione.