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Al vertice di Bruxelles l'intesa su un mini trattato mette d'accordo (quasi) tutti

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Al vertice di Bruxelles l'intesa su un mini trattato mette d'accordo (quasi) tutti

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“E’ stata dura ma ce l’abbiamo fatta”. Sono le parole a caldo del Cancelliere tedesco Angela Merkel che alle 5 del mattino, dopo una mega maratona di oltre 20 ore, si è presentata in conferenza stampa a Bruxelles per annunciare il raggiungimento di un accordo sul nuovo trattato europeo che sostituisce la Costituzione.

“Credo che sia la dimostrazione che l’Europa ha fatto del suo meglio. Ciascuno è sceso a un compromesso, ma alla fine il trattato è un grande progresso per la riforma dell’Unione Europea e la renderà capace di agire”.

Durante il vertice di Bruxelles le reticenze della Polonia sul sistema di voto a doppia maggioranza sono state superate. Il principio resta: le decisioni saranno approvate con il si del 55% degli stati e del 65% della popolazione. Ma la regola entrerà in vigore in maniera progressiva fra il 2014 e il 2017.

La mediazione con la Polonia dei fratelli Kazcynski è stata condotta con l’appoggio di Francia, Spagna, Lussembrugo e Regno Unito. E proprio le significative concessioni fatte a Londra sono state, in extremis, motivo di ulteriori discordie. Come chiesto da Londra passano dunque la possibilità di chiamarsi fuori dalla carta dei diritti e un ruolo ridotto del capo della diplomazia. Soddisfatto con riserva il Premier italiano Romano Prodi. Ora il tutto verrà fissato dalla conferenza intergovernativa, entro fine anno.