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Maggioranza anti-siriana in festa a Beirut

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Maggioranza anti-siriana in festa a Beirut

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Festa nelle strade di Beirut, riaccesa dalla speranza che finalmente giustizia sia fatta sull’assassinio dell’ex premier Hariri. Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha votato la creazione di un tribunale speciale internazionale per il Libano, un’istanza che il parlamento libanese, diviso, non era riuscito ad approvare.

La maggioranza anti siriana festeggia: non solo vede una via d’uscita all’impasse politica, ma si aspetta anche chiarezza su un’assassinio per il quale accusa da più di due anni la Siria. Sono passati infatti ormai 836 giorni, come mostra un calendario nel centro di Beirut, dalla morte di Rafik Hariri: l’ex premier ostile a Damasco, è stato assassinato con altre 22 persone da un auto bomba nella capitale il 14 febbraio del 2005.

Il figlio e ed erede politico Saad Hariri: “Non stiamo cercando giustizia per sete di vendetta. Chiediamo che siano punti i responsabili e chiediamo la verità, nella quale devono poter confidare le coscienze di tutti i libanesi”.

Anche il premier invita alla riconciliazione: “La ratifica di un tribunale internazionale – dice Fuad Siniora – non dovrebbe essere considerata una vittoria per un partito o per un gruppo: è una vittoria per il Libano e per tutti i libanesi”.

Nonostante si temessero disordini, visto l’alto livello di tensione, non ci sono state violenze nella notte della capitale illuminata da candele e sorvegliata dalle forze dell’ordine.