ULTIM'ORA
This content is not available in your region

Laburisti divisi sul nuovo sistema di dissuasione nucleare Trident

Laburisti divisi sul nuovo sistema di dissuasione nucleare Trident
Dimensioni di testo Aa Aa

Appesi a una gru davanti al parlamento di Westminster, per dire no al progetto di ammodernamento dell’arsenale nucleare britannico. Questo il messaggio che gli attivisti di Greenpeace inviano ai deputati, a ridosso di un voto cruciale atteso in serata. Il tema divide profondamente il partito laburista del primo ministro Tony Blair: già due deputati si sono dimessi per mostrare la loro contrarietà al progetto. E altri cento potrebbero votare contro.

Si tratta di sostituire i quattro sommergibili nucleari dotati di missili Trident: il deterrente nucleare della Gran Bretagna è tra i più desueti tra quelli a disposizione dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza Onu. Per i sostenitori del progetto, fortemente voluto da Blair, l’ammodernamento è necessario a prevenire eventuali minacce nucleari da parte di paesi come Iran e Corea del Nord.

Lo scenario da terza guerra mondiale non convince però gli scettici. L’operazione costerebbe tra i 22 e i 29 miliardi di euro, una cifra che – dicono – sarebbe meglio spesa per addestrare ed equipaggiare le forze di intervento nelle aree “calde” del mondo. Missioni in cui i soldati britannici si sono sovente trovati implicati, dalla fine della guerra fredda a oggi.