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Bruxelles tende una mano alla Serbia

Bruxelles tende una mano alla Serbia
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L’Unione Europea riapre uno spiraglio per la Serbia: la candidatura ufficiale per l’adesione sarebbe possibile nel 2008. Parola del Commissario Europeo all’allargamento Olli Rehn, che insieme al rappresentante per la politica estera europa Javier Solana, ha incontrato a Bruxelles il Presidente serbo Boris Tadic. “La Commissione è pronta a riaprire i negoziati sull’Accordo di Associazione e Stabilizzazione con il nuovo governo democratico di Belgrado” ha detto Olli Rehn.

Dichiarazioni che vanno interpretate come parte delle delicate trattative sullo status del Kosovo e della irrisolta questione dei ricercati per crimini di guerra ancora latitanti quali il generale serbo-bosniaco Ratko Mladic. Il Presidente serbo, Boris Tadic: “Sono convinto che tutti i ricercati debbano essere consegnati al Tribunale Penale Internazionale de L’Aja. Per il governo sarà la prima delle priorità”.

Al di là delle cordialità diplomatiche di Bruxelles e dei buoni propositi di Belgrado, per ora sul Kosovo più che un dialogo c‘è stato un muro contro muro. La provincia serba a maggioranza albanese è sotto amministrazione Onu dal 1999. Il piano dell’inviato speciale dell’Onu Martti Ahtisaari delinea una indipendenza de facto che Belgrado non è disposata ad accettare.

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