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Nuovi rincari, pesa la paura di un aggravamento della crisi in Medio Oriente.

Nuovi rincari, pesa la paura di un aggravamento della crisi in Medio Oriente.
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La prospettiva di un’offensiva di terra da parte dell’esercito israeliano e i riflessi che un’operazione ampia potrebbe avere su altri paesi della regione, hanno contribuito a surriscaldare il petrolio. Il barile di Brent, sul mercato londinese, è tornato stabilmente al di sopra dei 74 dollari: ancora più caro il petrolio WTI – ma questo è influenzato anche dai guai di alcune raffinerie e dalla stagione degli uragani, che si approssima -.

Il barile di Brent, che era ridisceso al di sotto dei 73 dollari, è balzato a 78 il giorno del bombardamento dell’aeroporto di Beirut, poi il mercato ha cominciato ad abituarsi ad un conflitto che sembrava di breve durata, ma le ultime notizie, con il richiamo dei riservisti dell’esercito israeliano, fanno ormai pensare al contrario.

Ma il conflitto in medio oriente è un elemento che si aggiunge alle tensioni per il nucleare iraniano e ad una situazione caratterizzata da una costante crescita della domanda mondiale di petrolio, soprattutto da Stati Uniti e Cina. E questa settimana hanno pesato anche i dati sugli stock americani.