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Carlo Azeglio Ciampi, presidente modello

Carlo Azeglio Ciampi, presidente modello
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Sette anni fa Carlo Azeglio Ciampi, già governatore della Banca d´Italia, ex ministro, ex Presidente del Consiglio, veniva eletto al primo turno, cosa rarissima nella storia della presidenza italiana: 707 voti a favore su 990; per eleggere Scalfaro erano occorsi tredici giorni.

Il 13 maggio del 1999, Ciampi inaugurava un nuovo settennato, incarnando perfettamente il ruolo del capo dello stato italiano, simbolo d’unità nazionale e guardiano della Costituzione.

A scrutinio segreto, sono in 1010, oggi, ad eleggere il presidente della Repubblica: 630 deputati, 322 senatori e 58 rappresentanti delle Regioni.

Per i primi tre turni, dunque sino a mercoledì, occorre una maggioranza dei due terzi degli elettori, ossia 674 preferenze. A partire dalla quarta votazione 506 voti, la maggioranza assoluta, sarà necessaria a eleggere l’undicesimo presidente della Repubblica.

Il capo dello stato italiano è tradizionalmente una figura super partes, con un ruolo federatore, forte del sostegno della maggioranza del mondo politico e della popolazione: anche in questo Ciampi è stato un modello. La scelta di ripristinare la parata per la Festa della Repubblica, per esempio, fece l’unanimità, anche i rappresentanti dell’opposizione sedevano in tribuna.

Il capo dello stato italiano nomina il presidente del Consiglio e scioglie le camere, appone la firma definitiva alle leggi approvate dal parlamento ma può rifiutarsi di farlo quando per esempio ritenga un provvedimento anticostituzionale: nella legislatura trascorsa si ricorda il no di Ciampi in due casi emblematici: per la legge sulle telecomunicazioni, e alla fine del 2004 in occasione della riforma della giustizia.

Figura di rilievo anche a livello internazionale, Carlo Azeglio Ciampi è considerato da più parti il presidente ideale. Anche per questo gli è stato proposto un secondo mandato: ha preferito dire di no – “equilvalrebbe a fare dell’Italia una monarchia repubblicana” – ha detto.