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Impennata del prezzo del petrolio sullo sfondo della crisi sul nucleare iraniano

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Impennata del prezzo del petrolio sullo sfondo della crisi sul nucleare iraniano

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Le tensioni con l’Iran fanno balzare il petrolio a cifre da capigiro: verso i 71 dollari la quotazione del Wti a New York, mentre il barile di Brent tocca il massimo storico nella piazza elettronica di Londra, sfiorando i 72 dollari. Per la piazza newyorkese il prezzo è ormai ben oltre le punte raggiunte l’estate scorsa in concomitanza con le devastazioni portate dall’uragano Katrina.

I primi a esprimere preoccupazione sono i consumatori: “Per me è un duro colpo – dice un taxista di New York – significa una spesa aggiuntiva di almeno 200 dollari extra al mese. Come minimo, 200 dollari al mese”. I mercati reagiscono così alle tensioni fra Stati Uniti e Iran, quarto produttore d’oro nero al mondo, sull’onda del timore che Washington possa optare per un intervento armato contro Teheran. “Una serie di preoccupazioni gravano sui mercati” – spiega analista dell’Ira Eckstein. “E lo sguardo è rivolto in primis alla questione iraniana”. I probabili rincari sulle bollette di luce e gas toccheranno anche le tasche degli italiani. Secondo le stime dell’Istituto di Ricerche Industriali Energetiche di Bologna, si arriverà a oltre 93 euro in più su base annua.