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Norvegia alle urne. Sfida per governare una economia in ottima salute

Norvegia alle urne. Sfida per governare una economia in ottima salute
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È considerato il paese in cui si vive meglio al mondo. Così almeno dicono le statistiche dell’Onu. La Norvegia possederebbe la ricetta della felicità. Per gli economisti questo significa: stato sociale ricco e generoso, disoccupazione inferiore al 4 per cento, inflazione appena sopra l’uno per cento, crescita del 4 per cento circa, tassi di interesse al 2 per cento. Un tenore di vita invidiabile, una popolazione che produce e consuma.

E poi c‘è il petrolio del Mare del Nord. La Norvegia è il terzo esportatore mondiale di greggio. Insomma: normale che la campagna elettorale sia stata poco sofferta. Tema centrale: come spendere tutti questi quattrini? Più spesa sociale, chiede l’opposizione. Meno tasse, vorrebbe invece il premier uscente Bondevik, a capo di una coalizione di centro destra. I laburisti, all’opposizione, che in questa campagna si sono alleati con socialisti e centristi, ridimensionano il quadro ottimistico dipinto dagli economisti: il divario tra ricchi e poveri, avvertono, è sempre maggiore. Tra il 2001 e il 2003 è aumentato del 25 per cento, e gli indigenti norvegesi sarebbero oltre il 5 per cento della popolazione.