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Egitto: Mubarak veleggia verso la riconferma

Egitto: Mubarak veleggia verso la riconferma
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“L’Egitto è democratico”, titolano quasi coralmente i giornali il giorno dopo le elezioni che, come previsto, riconfermano il presidente Mubarak. Le irregolarità, tante ed evidenti, non vengono negate, ma messe a margine: non è quello l’importante. Mubarak, settantasette anni, gli ultimi ventiquattro passati alla presidenza del più popoloso paese arabo, ora può dirsi veramente eletto. Anche se il suo principale rivale, Ayman Nour, ha chiesto la ripetizione delle elezioni. Richiesta respinta poche ore dopo dalla commissione elettorale centrale.

L’organizzazione egiziana per i diritti umani, da parte sua, conferma l’esistenza di irregolarità, che però sarebbero inferiori al previsto e comunque non tali da inficiare il risultato, piuttosto netto, a favore di Mubarak. Lo spoglio delle schede prosegue, e per ora il presidente uscente è largamente in testa: più delle irregolarità, nelle prime elezioni presidenziali pluraliste, ha pesato l’astensionismo. Non sono state fornite cifre complessive, ma i dati di alcune città parlano di un’affluenza alle urne al massimo del 25% degli aventi diritto. E ovunque una chiarissima maggioranza per il presidente che ha incarnato l’Egitto del dopo-Sadat.

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