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Elezioni Italiane 2013

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l'Italia al bivio

Etienne Barthomeuf
Etienne Barthomeuf

Dopo un anno di governo tecnico e quasi due decenni di berlusconismo, l’Italia torna alle urne. Sotto i riflettori di Bruxelles la scelta degli italiani, alle prese con la crisi che stritola la crescita, congela il mercato del lavoro e prosciuga i risparmi delle famiglie, finora vero "ammortizzatore sociale" per le giovani generazioni.

Italia: per il Pd maggioranza solo alla Camera. Berlusconi per grandi intese, no di Grillo

Tutti gli scenari sono possibili in Italia, anche un ritorno alle urne. Pierluigi Bersani, il leader del Partito Democratico che vince solo alla Camera dovrebbe rivolgersi al Parlamento per indicare alcune riforme necessarie e testare le forze presenti. Sembra improbabile l’intenzione di aprire a Berlusconi.

Beppe Grillo ha detto che ostacolerà un “governissimo”, mentre il leader del pdl è apparso favorevole all’ipotesi larghe intese. Primo partito alla Camera con il 25,5 per cento dei voti, il Movimento 5 stelle ha provocato un terremoto politico. Il Pd lo segue con il 25,4 per cento, quasi 3 milioni e mezzo di voti in meno rispetto al 2008. Il Pdl passa dal 37,4 al 21,5.

Al Senato situazione di parità. Nessuno raggiunge la maggioranza, fondamentale dunque l’accordo con Grillo. Il Quirinale vuole evitare nuove elezioni e ora si apre il difficile periodo delle consultazioni.

“E’ un disastro limitato perché qualcosa accadrà”, afferma James Walston , docente di scienza politica all’American University a Roma. “Devono farlo. Il presidente Napolitano e chi ha vinto o quasi vinto dovranno raggiungere un accordo. Ci saranno alcuni mesi molto dolorosi, fino a quando non si delineerà una situazione di stabilità, ammesso che questa si verifichi”.

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Risultati

26/02/13
Italy elections results

Le elezioni 2013, la scheda:

» 1) Quando?

Domenica 24 e lunedì 25 febbraio si svolgono le elezioni per il rinnovo del Parlamento e dei tre consigli regionali di Lombardia, Lazio e Molise. L'apertura delle urne è nei giorni di domenica 24 dalle 8 alle 22 e lunedì 25 dalle 7 alle 15. Lo spoglio per le elezioni di Camera e Senato è previsto subito dopo la chiusura delle urne di lunedì 25, mentre lo spoglio per le Regionali è previsto per martedì 26 febbraio.

» 2) Chi può votare?

Per l'elezione della Camera (e le tre consultazioni regionali) possono votare gli iscritti nelle liste elettorali che avranno compiuto 18 anni di età entro il 24 febbraio compreso, mentre per l´elezione del Senato gli elettori che avranno compiuto 25 anni di età sempre entro il 24 febbraio. Gli elettori dovranno presentarsi al seggio di riferimento muniti di certificato elettorale e documento di riconoscimento valido. Gli uffici elettorali di ogni comune sono aperti per tutta la durata delle elezioni in caso di smarrimento o rinnovo del proprio certificato elettorale.

» 3) Come si vota?

Per la Camera (scheda rosa) e il Senato (scheda gialla).

L'elettore avrà a disposizione una scheda elettorale per la Camera, di colore rosa, e una scheda per il Senato, di colore giallo. Per entrambe le schede, l'elettore esprimerà il voto tracciando un solo segno all'interno del rettangolo che contiene il contrassegno della lista da lui prescelta. Non è possibile manifestare voto di preferenza per i candidati, i cui nomi sono già presentati in un ordine stabilito. Il voto espresso per la lista produce effetti anche in favore della coalizione di cui la lista fa parte.

» 4) Come si vota per le Regionali?

La (scheda verde) di Lombardia, Lazio, Molise:
La votazione per l’elezione del presidente della Regione e del Consiglio regionale avviene su un’unica scheda, di colore verde. Ciascun elettore può, a scelta:

  • 
votare solo per un candidato alla carica di presidente della Regione, tracciando un segno sul suo nome;

  • votare per un candidato alla carica di presidente della Regione e per una delle liste a esso collegate, tracciando un segno sul contrassegno di una di tali liste;

  • votare disgiuntamente per un candidato alla carica di presidente della Regione e per una delle altre liste a esso non collegate, tracciando un segno sul contrassegno di una di tali liste (cosiddetto “voto disgiunto”);

  • votare a favore solo di una lista; in tale caso il voto si intende espresso anche a favore del candidato presidente della Regione a essa collegato.

» 5) Quante preferenze?

E' possibile indicare una sola preferenza per un candidato al Consiglio regionale, scrivendo il cognome oppure il nome e cognome del candidato compreso nella lista.
Le Regionali non hanno ballottaggio a differenza delle altre amministrative: vince il candidato che ottiene più voti. I consiglieri sono eletti con criterio proporzionale e con applicazione di un premio di maggioranza. Alle liste collegate al presidente eletto sono assegnati il 55% dei seggi consiliari se il presidente ha ottenuto meno del 40% dei voti validi; il 60% dei seggi consiliari se il presidente ha ottenuto il 40% o più dei voti validi.



» 6) Il sistema elettorale, come funziona?

Il sistema prevede soglie di sbarramento per accedere sia alla Camera che al Senato. Ma il vero nodo della legge è il premio di maggioranza che viene garantito alla coalizione vincente, un premio che viene assegnato in maniera diversa nei due rami del parlamento.

» 7) Senato, quale ripartizione dei seggi?

La chiave del risultato elettorale è legata al Senato. Per Palazzo Madama la legge attuale prevede una ripartizione proporzionale dei seggi all’interno delle regioni, più un premio per la lista (o la coalizione) che ottiene la maggioranza relativa in ogni singola regione. Alla lista (o coalizione) che risulti di maggioranza relativa all’interno di ciascuna regione viene attribuito un numero di senatori pari ad almeno il 55 per cento del totale dei seggi assegnati a quel territorio, a meno che non le spetti comunque una quota superiore.

» 8) Camera e Senato, quale sbarramento?

Alla Camera, per la lista non collegata a una coalizione la soglia prevista è del 4 %, mentre per le coalizioni è del 10%. Diverso al Senato, la soglia per la lista non coalizzata è dell’8%, per la coalizione invece è del 20%. All’interno delle coalizioni i voti sono ripartiti tra le liste aventi raggiunto almeno il 3 per cento dei voti. Più semplice il sistema elettorale per la Camera, dove il premio di maggioranza del 55 per cento viene assegnato su base nazionale, e così la suddivisione dei seggi rimanenti.



» 9) Quali sono le regioni chiave?

Decisive, per la maggioranza in Senato, saranno le regioni considerate in bilico: Lombardia (dove si assegnano 49 seggi a Palazzo Madama), Veneto (24), Campania (29) e Sicilia (25). Secondo le proiezioni il centrosinistra, per ottenere la maggioranza assoluta in entrambi i rami del Parlamento, può permettersi di perdere in Veneto, ma dovrebbe prevalere in tutte le altre tre regioni attualmente sul filo.

» 10) Quale tendenza dell’astensionismo?

Dal 2004 al 2013 il numero di persone secondo Eurispes che dichiarano di votare 'sempre' è progressivamente diminuito, raggiungendo proprio nel 2013 il suo minimo storico: scendendo di oltre 7 punti percentuali, “meno del 77% degli intervistati dichiara, infatti, di votare sempre".

» 11) Il voto all'estero?

La circoscrizione Estero è suddivisa in quattro ripartizioni (Europa, compresi i territori asiatici della Federazione russa e della Turchia; America meridionale; America settentrionale e centrale; Africa, Asia, Oceania e Antartide) in ciascuna delle quali è eletto almeno un senatore e un deputato, mentre gli altri due seggi per il Senato e gli altri otto per la Camera sono distribuiti tra le stesse ripartizioni in proporzione al numero dei cittadini che vi risiedono.

I protagonisti

  • Mario Monti

    Mario Monti nasce a Varese il 19 marzo 1943. Si laurea nel 1965 in economia presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano, nel 1969, a soli 26 anni, è professore ordinario presso l’Università degli Studi di Trento, 16 anni dopo è nominato professore di economia politica presso l’Università Bocconi di Milano, dove diventa direttore dell’Istituto di Economia Politica. Oltre alle numerose cariche in organi di gestione di aziende private (Fiat, Generali, Comit), Monti ha ricoperto ruoli di rilievo in diverse commissioni governative e parlamentari. Nel 1999 viene confermato commissario europeo con delega alla Concorrenza dal governo D’Alema I, tra il 2005 e il 2011 è International Advisor per Goldman Sachs. Il 9 novembre 2011 è nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il 13 novembre 2011, a seguito delle dimissioni di Silvio Berlusconi, riceve da Napolitano l’incarico per la formazione di un nuovo governo.

  • Silvio Berlusconi

    Silvio Berlusconi nasce a Milano il 29 settembre 1936. Ha iniziato la sua attività imprenditoriale nel campo dell’edilizia, ma allarga presto il proprio raggio d’azione anche al settore delle telecomunicazioni (Mediaset), dell’editoria (Mondadori), della finanza (Banca Mediolanum) e dello sport (Milan AC), costituendo un impero economico controllato dalla fiduciaria di famiglia, la Fininvest. Nel 1993 lancia il movimento politico di centro-destra Forza Italia, confluito nel 2008 ne Il Popolo della Libertà. E’ quattro volte Presidente del Consiglio dei Ministri, l’ultima esperienza di governo iniziata nel 2008, si conclude nel 2011 sotto le pressioni internazionali ed interne: i processi, gli scandali sessuali, le divisioni politiche e l’indecisione di fronte alla crisi economico-finanziaria lo inducono a lasciare il posto ai “tecnici” guidati da Mario Monti. Secondo la rivista americana Forbes, con un patrimonio personale stimato in 5,9 miliardi di dollari USA Berlusconi è, nel 2012, il sesto uomo più ricco d’Italia e il 169º più ricco al mondo.

  • Pier Luigi Bersani

    Pierluigi Bersani nasce a Bettola in provincia di Piacenza, il 29 settembre 1951. Dopo la laurea in filosofia e una breve esperienza da insegnante si dedica a tempo pieno all’attività politica. Eletto consigliere regionale in Emilia Romagna nelle file del Partito Comunista Italiano, nel 1993 è eletto presidente della Regione Emilia-Romagna, riconfermato nel 1995, si dimette un anno dopo per entrare a far parte del Governo Prodi come Ministro dell’Industria, poi Ministro dei Trasporti e della Navigazione. Nel 2001 è eletto alla Camera dei Deputati per la prima volta, diventa membro della Segreteria Nazionale dei DS ed è nominato responsabile economico del partito. Dopo una breve parentesi al Parlamento Europeo, con la vittoria dell’Unione nel 2006 è nominato ministro per lo Sviluppo Economico nel secondo governo Prodi e vara il controverso pacchetto sulle liberalizzazioni. Tra i protagonisti della nascita del Partito Democratico, e il candidato premier scelto dal 60% degli elettori alle primarie del centrosinistra di dicembre 2012.

  • Beppe Grillo

    Giuseppe Piero Grillo, nome d'arte Beppe Grillo è nato a Genova il 21 luglio 1948. E’ un comico e politico italiano. Negli anni ottanta è un personaggio di successo, la sua satira pungente dai connotati politici gli vale nel 1986 il bando dalla Rai: accusò i socialisti di Bettino Craxi di essere dei ladri. Continua nei teatri dove negli anni 90 organizza dibattiti sul sistema bancario e sull’ambiente. Lancia nel 2005 un blog che diverrà uno dei più seguiti del Paese, nel 2007 indice un “V Day, vaffa day” che a Bologna (piazza Maggiore) raccoglie migliaia di sostenitori entrando prepotentemente nella politica italiana. Nel 2009 lanciò al Teatro Smeraldo di Milano il “Movimento 5 Stelle”, che si è presentato alle amministrative del 2010, 2011 e 2012 ottenendo risultati sempre più consistenti.

  • Antonio Ingroia

    Nasce a Varese nel 1955, inizia la sua carriera politica come militante di un gruppo marxista-leninista e frequenta un movimento d'estrema sinistra, Democrazia Proletaria, fino al 1979. Aderisce alla fede leghista dopo l'incontro con Umberto Bossi, con cui inizia a collaborare (siamo sempre nel '79) e a contattare i primi gruppi autonomisti, fino a creare la Lega Lombarda, quella che si trasformerà nel 1989 nella Lega Nord che conosciamo oggi. Deputato alla camera dal 1992, Maroni nello stesso anno contribuisce alla prima vittoria di un sindaco leghista in un capoluogo di provincia - Varese - e diventa assessore. Sotto i Governi Berlusconi viene nominato Ministro dell'Interno e Ministro del Lavoro. In queste elezioni è candidato alla presidenza della regione Lombardia.

  • Antonio Ingroia

    Nasce il 31 marzo del 1959 a Palermo. Formatosi professionalmente nel capoluogo siciliano, inizia la carriera di magistrato come uditore giudiziario, collabora con Paolo Borsellino e Giovanni Falcone a partire dal 1987, diviene con Gian Carlo Caselli, sostituto procuratore nel 1992 a Palermo , dove sarà Procuratore aggiunto della DDA nel 2009. A lui fa capo, tra le altre, l'indagine riguardante Marcello Dell’Utri, senatore del Pdl e il processo sulla “Trattativa tra Stato e Mafia”, a tal proposito ha dichiarato di recente: “Borsellino è stato ucciso perché considerato un ostacolo alla trattativa, ma come faceva Cosa nostra a saperlo? Deve averlo saputo dallo Stato. Se la strage di via d’Amelio non è stata pensata, attuata, da uomini dello Stato, di certo lo Stato ne è stato complice. Questo posso dire di saperlo”.


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