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Lotta all'estremismo: i leader religiosi si confrontano ad Astana

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Di Euronews
Lotta all'estremismo: i leader religiosi si confrontano ad Astana

<p>La violenza perpetrata in nome della religione è ormai un’emergenza globale che interroga non solo la politica.</p> <p>Il <a href="http://www.religions-congress.org/index.php?lang=english">congresso di leader religiosi che si è tenuto da poco ad Astana, in Kazakhstan</a>, è un esempio degli sforzi che vedono le varie confessioni impegnate nel tentativo di contrastare questo fenomeno.</p> <p>Indicativo il messaggio lanciato dal segretatio generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon: “La piaga della violenza in nome della religione richiede un’azione concertata da parte dei governi, delle comunità religiose, della società civile e dei media”.</p> <p>Spesso, la lotta all’estremismo religioso è delegata all’apparato preventivo e repressivo degli Stati: un limite, secondo molti, come Sayed Mohammad Al-Musawi, dell’organizzazione con sede in Gran Bretagna, <a href="http://www.wabil.com/index.php">World Ahlul Bayt Islamic League</a>: “Dobbiamo contrastare l’estremismo alle radici, combatterne l’ideologia, che si diffonde attraverso la distorsione del messaggio religioso. Non è solo una questione di sicurezza e di interventi militari. Bisogna combattere le ideologie sbagliate”.</p> <p>I rappresentanti religiosi sono invitati a confutare i messaggi estremistici e incoraggiare il dialogo inter-confessionale.</p> <p>Monsignor Khaled Akasheh, <a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/interelg/documents/rc_pc_interelg_pro_20051996_it.html">Consiglio Pontificio per il dialogo inter-religioso</a>: “Tutto ciò che diciamo, che insegnamo, che scriviamo, che predichiamo, dovrebbe andare contro l’estremismo e la violenza, collaborando al tempo stesso all’edificazione di un mondo più giusto”. </p> <p><a href="http://www.crihl.org/">Yitzhak Yosef, rabbino sefardita di Israele</a>: “Tutti noi dovremmo agire, e non limitarci a parlare, proprio perché siamo leader religiosi. Questa nostra funzione ci impone di essere un esempio per i fedeli”. </p> <p>Nurlan Asanov, Imam della regione dell’Est del Kazakhstan: “Se manca il dialogo tra i rappresentanti religiosi, ognuno accusa l’altro di empietà, di non avere fede, o di seguire una fede sbagliata. Tutto questo porta a lotte intestine, che da ultimo sfociano in scontri tra i fedeli”.</p> <p>Molti sottolineano l’importanza dell’istruzione giovanile, della lotta alla povertà, della necessità di contrastare i reclutatori, anche online.</p> <p><a href="http://www.awqaf.gov.ae/?Lang=EN">Talib Mohammad Al-Shehhi, consulente per gli Affari islamici del governo degli Emirati Arabi Uniti</a>: “Chiunque ha un’idea, una convinzione, è libero di registrare il proprio messaggio e di diffonderlo nel mondo intero. Questo è diventato un grande problema nelle nostre società”.</p> <p>Kala Acharya, del <a href="https://www.somaiya.edu/">centro indiano Somaiya Vidyavihar educational institute</a>: “I dirigenti politici dovrebbero trovare i campi dove i giovani ricevono l’addestramento militare per combattere contro le altre religioni, dove vengono condizionati psicologicamente, e dovrebbero bandire questi campi”.</p> <p>Da alcuni anni, la Chiesa Ortodossa russa sollecita la creazione di un’agenzia Onu che si occupi di lotta all’estremismo religioso. Una posizione rimasta minoritaria.</p> <p><a href="https://mospat.ru/en/">Dimitry Safonov, responsabile per le relazioni inter-religiose della Chiesa Russa Ortodossa</a>: “Sfortunatamente, la nostra voce non è stata ascoltata e non è stata sostenuta la nostra posizione. Forse, se ci avessero dato ascolto, oggi l’estremismo non sarebbe così diffuso”.</p> <p>Di fronte all’emergenza, il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, ha dichiarato che entro la fine dell’anno annuncerà un nuovo piano di azione globale per combattere l’estremismo.</p>