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Universiadi: trampolino per atleti, palestra per organizzatori

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Di Euronews
Universiadi: trampolino per atleti, palestra per organizzatori

<p>Numeri e spiegamento di forze fanno quasi impallidire le vere Olimpiadi: con 10.000 atleti da oltre 160 paesi a contendersi podi e medaglie in 27 discipline, le <span class="caps">XXVII</span> Universiadi surclassano – per alcune cifre – gli ultimi Giochi di Londra. </p> <p>Città ospitante è però l’assai meno nota Kazan: capitale della Repubblica russa del Tatarstan, per l’occasione trasformata in palestra organizzativa in vista dei Giochi Invernali che sempre la Russia a febbraio ospiterà a Sochi. </p> <p>“La cerimonia d’apertura è un capitolo a parte – racconta Vladimir Leonov, direttore generale del Comitato esecutivo “Kazan 2013” – . Ci abbiamo lavorato per due anni e mezzo, ma poi l’affluenza e il risultato sono stati straordinari. Ciò a cui avete assistito sul palco è un’ottima sintesi di quanto volevamo mostrare: ciò che è la Russia, ciò che è il Tatarstan. E ciò che è Kazan. Tutte le coreografie, le musiche e i video sono stati realizzati appositamente per l’occasione. Il pubblico di tutto il mondo ha assistito a uno spettacolo senza precedenti”. </p> <p>Dichiarato traguardo da tagliare entro la conclusione del 17 luglio è insomma sbalordire il mondo con effetti mirabolanti ed efficienza organizzativa. A qualsiasi prezzo. </p> <p>Il budget ufficiale della manifestazione si attesta su 228 miliardi di rubli, l’equivalente di oltre 5 miliardi di euro. Così già secondo, nella storia della competizione, soltanto a quello delle Universiadi del 2011 in Cina, il budget è però secondo molti di gran lunga superiore. </p> <p>A polemiche e contestatori, il Ministro russo dello Sport Vitaly Mutko replica con l’argomento della “pubblica utilità”. </p> <p>“Come sono stati spesi questi soldi? Per una rete di infrastrutture nuova di zecca – dice -: terminal, aeroporto, collegamenti ferroviari con la città. E poi ancora strade, svincoli e tre nuove stazioni di metropolitana. Interventi che si toccano con mano, e che cambieranno la vita della gente. Infine sì, abbiamo anche costruito 30 nuove sale sportive”. </p> <p>Lo stesso Ministro non fa poi mistero del fatto che queste Universiadi costituiscano le prove generali in vista dei Giochi Invernali di Sochi. </p> <p>“Il sistema di sicurezza rientra per esempio in un più vasto programma, per il quale il Comitato organizzativo ha cooperato con le autorità federali – dice ancora Vitaly Mutko -. E questa è stata un’esperienza che certo ripeteremo a Sochi. Come ripeteremo anche logistica dei trasporti, sistema degli accrediti, servizi agli atleti e tante altre cose”. </p> <p>Contagioso al di là dei confini russi, l’entusiasmo non risparmia neanche lo svedese Stefan Berg, vice-presidente della Federazione Sportiva Universitaria. </p> <p>“Dopo qualche giorno qui – dice da Kazan -posso dirmi molto soddisfatto. Finora è stato un evento di alto livello: grande impegno del comitato organizzatore, ottima squadra di volontari. Tutto ha funzionato benissimo, fino a questo momento”. </p> <p>Ma è proprio quando gli organizzatori tirano un sospiro di sollievo, che gli atleti cominciano a darsi battaglia. Tra le cinque discipline per la prima volta ammesse a queste Universiadi anche il “Belt Wrestling”: forma di lotta, in cui l’appiglio per atterrare l’avversario è la cintura. </p> <p>“Per effettuare la presa – spiega il capo-allenatore del team russo, Adip Valemeev -, ciascuno dei due lottatori infila anzitutto la mano destra sotto la cintura dell’avversario. La destra la mette invece al di sopra e così lo blocca dietro alla schiena. E’ a partire da questa posizione, che devono poi cercare di atterrarsi a vicenda”.</p> <p>Che si declini in ginnastica o qualsiasi altra disciplina, per molti la partecipazione alle Universiadi non è che un trampolino per i Giochi che contano.</p> <p>“Ognuno di noi vuole partecipare ai Giochi Olimpici – ci dice il ginnasta britannico Ashley Watson -. E’ per questo che ci alleniamo. Una volta finiti gli studi mi dedicherò a tempo pieno agli allenamenti per arrivare alle Olimpiadi. Prima ci sono i Campionati Mondiali e spero di entrare in squadra. E poi ovviamente i Giochi di Rio nel Duemilasedici”. </p> <p>Speranze che, numeri alla mano, sembrano ben riposte. Il responsabile della Federazione Sportiva Giovanile Russa, Oleg Matycin, ci parla delle Universiadi come di una vera e propria palestra, per i campioni di domani. </p> <p>“Possiamo notare – dice – come di recente i vari team abbiano cominciato a reclutare per le Universiadi atleti che poi spesso diventano campioni olimpici o del mondo”. </p> <p>Favorita nella scalata al medagliere è senza sorprese l’armata russa: squadrone di razza, che vanta una ventina di atleti già noti a livello internazionale e un pubblico di casa, che insieme alla stampa locale già reclama l’oro per l’organizzazione.</p>