Belgio, imputati alla sbarra per gli attacchi terroristici

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Di Euronews
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Si è aperto nella capitale belga il processo per gli attentati terroristici di Bruxelles.

Dieci imputati compaiono alla sbarra per gli attacchi commessi il 22 marzo 2016 all'aeroporto della capitale belga e in una stazione della metropolitana, che provocarono la morte di 32 persone.

Durante il procedimento sono previste quasi mille parti civili: i feriti, i parenti delle vittime che verranno a testimoniare o ad ascoltare il procedimento, per alcuni è un nuovo calvario che si ripete.

"Molto stressata e ansiosa per quello che accadrà - dice Loubna Selassi, parte lesa negli attacchi - il primo giorno è inevitabilmente molto difficile.

Ho esitato sino all'ultimo momento e mi sono detta che in ogni caso saremo costretti ad essere presenti prima o poi, visto che ci sono anche delle testimonianze in programma.

Piano piano vediamo come va, del resto quando si è in gruppo è sempre più facile".

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Altre parti civili sembrano voler soprattutto voltare questa dolorosa pagina: Esmael Fazal Sarah ha perso la sorella nella metropolitana e non si aspetta molto da questo processo.

"Non ho odio, niente affatto - dice - non li ho mai incrociati prima, guardarli non mi causa sensazioni.

Sono in pace con me stessa e, come ho detto in precedenza, non ho davvero alcun odio verso gli imputati".

Dei dieci processati, nove erano presenti in aula: la domanda è se vorranno o meno rispondere durante le udienze.

Per gli avvocati è necessario che i dibattiti possano svolgersi e che tutti possano esprimersi.

"Credo davvero - dice Vincent Lurquin, avvocato di Hervé Bayingana Muhirwa, uno degli imputati - che l'importante sia ascoltare le parti civili.

È dignità, è ascoltare la loro sofferenza e la conseguenza concreta per noi sarà dire: non ci rifugiamo dietro il diritto di rimanere in silenzio.

Ma noi abbiamo la convinzione che dobbiamo affrontare un dibattito legale e quindi dobbiamo parlare, spiegarci, rispondere alle domande delle parti civili.

Non sono solo i nove lì in cella ad essere gli unici responsabili di quanto accaduto".

Stando al calendario legale, il processo dovrebbe durare dai sei agli otto mesi: quasi tutti gli imputati rischiano l'ergastolo.