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Gli Stati membri dell'Ue spendono solo lo 0,5% dei loro fondi per i servizi antincendio

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Di Euronews
Incendi in Europa
Incendi in Europa   -   Diritti d'autore  SDIS 33 via AP   -  

La stagione estiva europea è sempre più spesso teatro di scene apocalittiche, con incendi alimentati dalle ondate di calore che bruciano migliaia di ettari di terreno.

Tuttavia, la spesa pubblica per i servizi antincendio è rimasta in gran parte invariata rispetto all'inizio del secolo. 

I 27 Stati membri dell'Unione europea hanno speso complessivamente 30,9 miliardi di euro per i servizi antincendio nel 2019, secondo l'agenzia statistica ufficiale del blocco, Eurostat.

Dati più recenti non sono ancora disponibili.

Si tratta di circa lo 0,5% della spesa pubblica totale a livello europeo, una cifra che è rimasta stabile dal 2001, ha aggiunto Eurostat.

Non tutti gli Stati spendono però allo stesso modo. La Bulgaria destina circa lo 0,9% della spesa totale ai servizi antincendio, mentre la Danimarca appena lo 0,1%.

Tra gli Stati membri mediterranei, tradizionalmente i più colpiti dagli incendi, la Francia rispetta la media Ue (0,5%), la Grecia è leggermente al di sopra (0,6%), mentre Spagna, Italia e Portogallo sono appena al di sotto (0,4%).

Gli incendi si spostano sempre più verso nord

Secondo l'Agenzia europea dell'ambiente (AEA), gli sforzi di controllo nella cosiddetta EUMED 5 - Francia, Italia, Grecia, Portogallo e Spagna - sono stati efficaci poiché la superficie bruciata è leggermente diminuita dal 1980.

Esiste però una "grande variabilità interannuale" basata sulle condizioni meteorologiche, ha osservato l'AEA.
L'agenzia sottolinea che la superficie bruciata nel 2017 nell'EUMED5 è stata la seconda più grande mai registrata, in particolare a causa di incendi senza precedenti in Portogallo, mentre la superficie bruciata nel 2018 è stata la più bassa mai registrata.

Il 2018 è stato un anno degno di nota anche perché un numero maggiore di Paesi ha subìto incendi boschivi di grandi dimensioni rispetto a quanto mai registrato prima, anche nell'Europa centrale e settentrionale, solitamente risparmiata dagli incendi.
La Svezia, ad esempio, ha vissuto proprio 4 anni fa la peggiore stagione di sempre e ha richiesto l'assistenza internazionale per la lotta ai roghi.

Di fatto, gli incendi boschivi hanno rappresentato il 17% delle richieste di assistenza attraverso il meccanismo di protezione civile dell'Ue tra il 2007 e il 2021.

Secondo i dati della Commissione europea, il meccanismo - che consente agli Stati membri o ai Paesi terzi di richiedere assistenza se le proprie capacità sono sopraffatte da un disastro - è stato attivato in media 6,5 volte all'anno tra il 2007 e il 2019 solo per combattere gli incendi boschivi. 

L'anno successivo è stata invece registrata una sola richiesta di questo tipo, mentre l'anno scorso ne sono state presentate nove, anche da Paesi vicini all'Ue come la Turchia, l'Algeria, la Macedonia del Nord e l'Albania.

Il 2021 è stata la seconda peggiore stagione di incendi nell'Ue dal 2000, superata solo dal 2017, quando oltre 1 milione di ettari sono finiti in cenere.
Almeno 86 persone hanno perso la vita.

Siccità e incendi

Come previsto, anche la stagione 2022 si sta rivelando particolarmente dura.
Almeno 3 persone hanno perso la vita mentre partecipavano alle operazioni di spegnimento degli incendi, tra cui il pilota di un aereo da combattimento in Portogallo e due membri dell'equipaggio di un elicottero antincendio in Grecia.

Lunedì centinaia di vigili del fuoco in Portogallo, Spagna, Italia e Francia hanno affrontato diversi roghi.

Le fiamme sono alimentate da un'ondata di caldo che ha portato le temperature in alcune zone a superare i 40°C e sono stati favoriti da una siccità che dura da mesi in Europa e che "potrebbe diventare la peggiore di sempre", aveva già avvertito all'inizio di giugno Maroš Šefčovič, vicepresidente della Commissione europea per le relazioni interistituzionali.

L'Ue ha cercato di preparare al meglio le proprie risorse in vista di questa stagione, predisponendo più di 200 vigili del fuoco provenienti da diversi Stati membri in Grecia, dove l'anno scorso sono state osservate scene scioccanti di persone che si precipitavano sulle barche per sfuggire alle fiamme nel cuore della notte a Evia.

La Commissione ha inoltre finanziato la disponibilità in stand-by di una flotta RescEU di 12 aerei antincendio e 1 elicottero messi insieme da Croazia, Francia, Grecia, Italia, Spagna e Svezia e a disposizione di altri Stati membri in caso di emergenza.