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Ucraina, il Belgio organizza l'accoglienza dei rifugiati

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Di Christopher Pitchers  & Giulia Torbidoni
Ucraina, il Belgio organizza l'accoglienza dei rifugiati
Diritti d'autore  Olivier Matthys/AP   -  

Dopo settimane di caos e disorganizzazione, il Belgio sta finalmente iniziando a far fronte all'enorme afflusso di profughi dall'Ucraina. Un nuovo centro a Bruxelles, al quartiere Heysel, è stato aperto con l'obiettivo diaiutare le persone che fuggono dall'invasione russa a registrarsi per avere il sostegno del governo. Si tratta di una struttura molto diversa da quella precedente, che è stata rapidamente sovraccaricata. 

I 40 banchi di registrazione stanno lì a dimostrare che il centro è meglio attrezzato per affrontare il flusso di persone, ma può farcela con i 200.000 rifugiati che dovrebbero arrivare in Belgio?

"Sì, faremo il massimo", ha detto Dominique Ernould, Portavoce dell'Ufficio Stranieri Belga. "C'è anche la mobilitazione dei cittadini che è molto importante. Fedasil (l'Agenzia federale per l'accoglienza dei richiedenti asilo) sta cercando ancora di aumentare la sua capacità di accoglienza", ha aggiunto. "Il governo, inoltre, farà tutto il possibile per mettere a disposizione degli sfollati quante più infrastrutture possibile, almeno durante il periodo di durata della protezione temporanea", ha specificato. 

Il centro di registrazione è l'unica struttura nel Paese ad accogliere i rifugiati ucraini. Il che significa stare in fila, in una lunga attesa. Ma dopo la sua apertura, lunedì scorso, che ha visto code enormi, ora le cose sembrano più tranquille.

Le persone provenienti dall'Ucraina, però, vogliono solo tornare a una sorta di vita normale.

"Siamo molto grati al popolo belga perché sono tutti così gentili e molto solidali", ha detto Tanya, una dei tanti sfollati ucraini. "Speriamo che tutto vada bene perché quando comincio a ricordare la mia casa e mio marito che è rimasto lì, inizio a piangere. Ma comunque spero che vada tutto bene", ha continuato. 

"Non ho idea ci cosa capiterà, ma il mio piano è registrarmi, trovare un lavoro e avere una vita normale", ha spiegato. "Lavorare e sistemare i miei figli a scuola. Insomma, non voglio semplicemente sedermi e aspettare perché nessuno sa quanto tempo ci vorrà", ha spiegato. 

Il processo di registrazione fa parte della direttiva sulla protezione temporanea dell'UE recentemente attivata, che garantisce ai rifugiati di avere accesso all'alloggio e alla possibilità di lavoro.

Tutte queste cose suonano molto bene, ma sono più facili a dirsi che a farsi.