La Corte penale internazionale e Vladimir Putin. Quali conseguenze per la Russia

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Di Debora Gandini
La Corte penale internazionale e Vladimir Putin. Quali conseguenze per la Russia
Diritti d'autore  Ian Langsdon/AP

Era il 28 giugno del 1919 quando a Versailles i paesi usciti vincitori dalla Prima Guerra mondiale e i loro alleati sottoscrissero un accordo di pace per l'Europa. Un Trattato che di fatto che preannunciava la Seconda guerra mondiale e un ulteriore spargimento di sangue.

Questa settimana i leader dell'Unione europea si sono incontrati nello stesso luogo mentre il conflitto divampa in quella porta orientale dell'Europa. Punto centrale del summit di Versailles la questione di ulteriori sanzioni contro la Russia senza tuttavia arrecare troppi danni all'economia europea.

All'inizio della settimana la Commissione europea ha presentato un piano per ridurre di due terzi le importazioni di energia dalla Russia entro la fine dell'anno. C’è chi chiede maggiore pressione ma c’è anche chi fa notare che si ci sono limiti per il sacrificio economico degli Stati membri. “Non supplicherò di tagliare le nostre forniture di petrolio e gas oggi dalla Russia, ha sottolineato il Primo ministro olandese Mark Rutte. Non è possibile perché abbiamo bisogno della fornitura e questa è la scomoda verità".

Un'altra scomoda verità è che armare l'Ucraina è più facile a dirsi che a farsi. Kiev ha lanciato numerosi appelli per avere più aerei da guerra. Ma gli Stati Uniti hanno respinto la proposta della Polonia di mettere a disposizione di Washington i suoi jet Mig-29 per consegnarli all'Ucraina. Una decisione condivisa anche da altri governi occidentali. A preoccupare sono le conseguenze per l'intera alleanza Nato.

Il Cancelliere tedesco Olaf Scholz ha sottolineato che la Germania ha fornito tutti i tipi di equipaggiamento e armi individuali. “Dobbiamo considerare molto attentamente ciò che facciamo e al momento non abbiamo intenzione di inviare aerei da combattimento".

Gli ucraini continuano a fare pressione sulla comunità internazionale mostrando le atrocità commesse da Mosca come il bombardamento di un ospedale pediatrico a Mariupol che le autorità locali hanno definito “un crimine di guerra senza alcuna giustificazione”.

Putin può essere processato per crimini di guerra?

Resta tuttavia molto complicato stabilire esattamente cosa costituisce un crimine di guerra. Come per ora sembra improbabile che Vladimir Putin possa essere consegnato alla giustizia. Per cercare di capire quali conseguenze potrebbe avere l’indagine avviata dalla Corte Penale Internazionale abbiamo parlato con Marti Flacks, Direttrice del dipartimento per i diritti umani presso il Centro per gli studi strategici e internazionali di Washington.

Euronews: La Corte penale internazionale ha avviato un'indagine su possibili crimini di guerra in Ucraina commessi dalla Russia. Incriminare Putin sembra una possibilità ma con iter molto lungo. Ci spieghi meglio, perché è così complicato accusare Putin?

Marti Flacks: “Il diritto internazionale è molto chiaro sul fatto che i capi di stato non hanno alcuna immunità presso i tribunali internazionali. La stessa Corte Penale internazionale ha denunciato diversi capi di Stato: Omar al-Bashir in Sudan, Muammar Gheddafi in Libia, Laurent Gbagbo in Costa d'Avorio. Ma sporgere denuncia contro un capo di Stato e portarlo davanti alla Corte come imputato in un processo penale sono due cose molto diverse. Gli estremi per una condanna al Tribunale penale sono parecchi. Per perseguire qualcuno per crimini di guerra e per crimini contro l'umanità bisogna essere in grado di dimostrare la responsabilità individuale ed essere in grado di dimostrare che quella persona sta perpetrando tali reati o è responsabile di una politica che può commettere questi crimini. Questo può essere molto difficile, soprattutto quando non si ha la cooperazione dello stato da cui proviene quella persona, come nel caso della Russia.”

Euronews: Ha un’idea di quanto tempo ci vuole per un'indagine della Corte penale internazionale?

Marti Flacks: “I procedimenti giudiziari della Corte penale possono richiedere molto tempo. L’inchiesta aperta per l'invasione russa dell'Ucraina nel 2014 è ancora in corso. Sappiamo che i procedimenti giudiziari avviati nei primi anni 2000 sono ancora in corso in alcuni casi. Ovviamente qualsiasi procedimento penale richiede una serie di passaggi, come la raccolta di prove fisiche, la raccolta di testimonianze, di informazioni contestuali e di documentazione che spieghino le circostanze in cui sono stati commessi i reati. Cercare di fare un lavoro del genere durante una guerra in corso rende tutto molto più complicato."

Euronews: In che modo un’indagine della Corte penale potrebbe influenzare il conflitto e il margine di manovra personale di Putin?

Marti Flacks: “Penso che difficilmente vedremo impatti a breve termine in seguito a questa indagine della Corte dell'Aja sul conflitto in corso. Tuttavia potrebbe creare una pressione molto forte sui singoli membri di alto livello dell’esercito o della politica russa o sullo stesso Putin. Questo perché un mandato di arresto o un'incriminazione da parte della Corte potrebbe portare a restrizioni pesanti a partire dagli spostamenti. Quindi, se Putin o qualcuno della sua cerchia fossero ricercati dalla Corte, tutti i 123 stati membri firmatari dello Statuto di Roma sarebbero obbligati a consegnarli alla giustizia nel caso dovessero viaggiare in quei paesi.”

"Difficilmente vedremo impatti a breve termine in seguito all'indagine della Corte Penale Internazionale. Tuttavia potrebbe creare una pressione molto forte sui singoli membri di alto livello dell’esercito o della politica russa o sullo stesso Putin.
Marti Flacks
Ricercatrice Centro Studi strategici-internazionali di Washington

Euronews: Ci sono altre possibilità per ritenere Putin e gli alti funzionari russi responsabili di quanto sta accadendo?

Marti Flacks: “Nel breve termine direi che dobbiamo pensare a una responsabilità intesa a misure da prendere per tutto ciò che questo tipo di invasione sta causando. Mi riferisco a conseguenze finanziarie, danno di reputazione, sequestro di proprietà, congelamento di conti, e il fatto che il paese non è accettato o riconosciuto dalla maggioranza dei governi di tutto il mondo. Questi sono elementi che devono continuare ad essere imposti anche dopo per dimostrare che questa condotta è stata inaccettabile. “

Kiev tra bombe e resistenza

Nel frattempo la situazione sul campo resta drammatica sia per chi è fuggito, sia per chi è rimasto. A Kiev, la capitale sotto assedio, l'Orchestra Sinfonica Classica della città si è esibita nella famosa Piazza dell'Indipendenza, conosciuta come Maidan.

Un concerto per cercare di dare un po’ di conforto alla gente e per sostenere le forze di difesa ucraine. "Dobbiamo suonare per mostrare alla gente che non ci arrendiamo, che siamo ancora ucraini e siamo molto orgogliosi di questo", ha detto un musicista.

Tra i brani eseguito la celebre Nona sinfonia di Ludwig van Beethoven, l'inno dell'Unione Europea.