Londra pagherà cara la Brexit

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Un altro caso di dejà vu greco.

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Un altro caso di dejà vu greco.
Il capo del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde è a Berlino per dire alla cancelliera tedesca Angela Merkel che i livelli del debito di Atene sono insostenibili. Ma la Merkel, che alla fine di quest’anno affronterà una battaglia elettorale, continua a dire NO alla riduzione del debito greco.
E poi c‘è il fattore di Trump. L’ l’imprevedibile presidente degli Stati Uniti potrebbe davvero far cambiare rotta sulla Grecia al Fondo Monetario Internazionale?
Lo abbiamo chiesto al nostro corrispondente a Washington, Stefan Grobe.

Nel frattempo, l’orologio della Brexit continua a ticchettare.
David Davis, il ministro che gestisce il processo di separazione del Regno Unito dall’UE, ha detto in Estonia che la scadenza è il 31 marzo.
Ricordate quando nella campagna per uscire dall’Unione europea si promettevano milioni di sterline per il servizio sanitario della Gran Bretagna?
Bene, Jean-Claude Juncker ritiene che i cittadini britannici dovranno pagare un conto molto salato prima di imboccare la via d’uscita.

Il governo polacco è stato criticato per mesi per via delle sue riforme giudiziarie e del settore dell’informazione.
La Commissione europea ritiene infatti che potrebbe violare lo stato di diritto.Varsavia ha inviato una lettera che respinge tali critiche, sulla quale Frans Timmersmans, il numero due di Juncker, darà un aggiornamento più tardi. Ma è troppo presto per dire se e come la Polonia verrà punita.

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