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Già pronta o non ancora? La Romania, Schengen e gli sbarchi sul Mar Nero

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Di Euronews
Già pronta o non ancora? La Romania, Schengen e gli sbarchi sul Mar Nero

<p>Ciprian Popa è un capitano della Guardia Costiera romena che pattuglia le acque del Mar Nero per garantire la sicurezza dei confini esterni dell’Unione Europea. Da diversi mesi, con i suoi colleghi, è impegnato nel contrasto di un nuovo fenomeno: carrette del mare cariche di migranti irregolari in arrivo dalla Turchia, che cercano un approdo in Europa sulle coste romene del Mar Nero. </p> <p>I numeri non hanno niente a che vedere quelli degli sbarchi sul Mediterraneo, ma le autorità cominiciano a chiedersi <a href="http://www.washingtonpost.com/blogs/worldviews/wp/2014/11/03/migrant-boat-sinking-in-turkey-points-to-new-black-sea-smuggling-routes/">se si tratti di episodi isolati o di nuove rotte</a>, che i trafficanti hanno aperto per sfuggire ai controlli su quelle più battute. Quella che porta oggi in mare Popa e i suoi uomini è solo un’esercitazione. Pochi giorni fa, hanno però effettuato un vero salvataggio nel cuore della notte. </p> <p>“Abbiamo intercettato un’imbarcazione alla deriva con tutte le luci spente – ci racconta Popa -. Non sembrava che ci fossero segni di vita. Dopo circa dieci minuti è però uscita fuori una ventina di persone: uomini, donne e anche un bambino piccolo… Dovevano aver fatto tre giorni di navigazione e, dopo una traversata così lunga, trovarmi davanti un neonato che sorrideva mi ha allargato il cuore”. </p> <p>Se ancora oggi gli occhioni della piccola Huner sorridono è grazie a capitan Popa. A cinque mesi appena, per lei papà Ali sogna già un futuro da musicista. Insieme alla moglie aveva <a href="http://it.euronews.com/2014/10/07/siria-a-kobane-guerriglia-urbana-tra-jihadisti-e-curdi/">lasciato Kobane quando la città siriana era teatro di feroci combattimenti</a>. Ad accoglierli è poi stato un campo profughi in Turchia ed è lì che è nata Huner. Per 6.500 euro dei trafficanti li hanno poi portati in Europa in cerca di pace. </p> <p>“Ho 27 anni appena e ho già visto la guerra – racconta Ali -. Ho visto delle persone uccise e altre morire davanti ai miei occhi… Ad altre ho visto amputare le gambe, perché il confine con la Turchia è minato… Quando poi vedi morire un amico, qualcuno che conosci bene… E’ straziante vederli che se ne vanno così. Ed è durissimo anche vedere la tua casa distrutta, la casa in cui hai sempre vissuto, saltare in aria in un attimo…”. </p> <p>Il compito di Popa è anche intercettare chi organizza gli sbarchi e lucra sui migranti. <a href="http://english.al-akhbar.com/node/23991">Oltre ai 70 che ha tratto in salvo</a>, sull’imbarcazione che ha portato la piccola Huner in Europa c’erano anche tre scafisti turchi. Tutti sono stati arrestati e accusati di aver organizzato la traversata clandestina. </p> <p>Interventi come questo sono coordinati dal centro di sorveglianza di Costanza. Madalina Zamfir è tra coloro che sono chiamati a effettuare le segnalazioni. </p> <p>“Nessuno può entrare nell’Unione Europea, sfuggendo ai nostri controlli – dice -. Grazie alla nostra strumentazione siamo in grado di intercettare imbarcazioni anche al di sotto dei 20 metri, da una distanza di 12 miglia nautiche”. </p> <p>I pattugliamenti via mare di Popa e dei suoi uomini sono l’altra faccia degli <a href="http://europa.eu/legislation_summaries/glossary/schengen_agreement_it.htm">accordi di Schengen</a>. Sottoscritti nel 1985, ma entrati in vigore solo 10 anni dopo, prevedono che all’abolizione dei controlli ai confini tra i paesi aderenti faccia da contraltare un potenziamento di quelli alle frontiere esterne dell’Unione Europea. Se <a href="http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/policies/borders-and-visas/schengen/index_en.htm">Irlanda e Regno Unito non hanno aderito</a>, Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania aspirano invece ancora ad entrare nell’area Schengen. Tutti sono però in lista d’attesa e a quest’ultima si richiede fra l’altro di intensificare il contrasto a corruzione e crimine organizzato. </p> <p>I migranti salvati da Popa hanno trovato rifugio in un centro per richiedenti asilo finanziato dall’Unione Europea a Galati. Tra loro anche un uomo che ad Aleppo faceva il parrucchiere. I suoi figli sono ancora laggiù e per ragioni di sicurezza preferisce non mostrare il volto alle telecamere. </p> <p>“I trafficanti turchi mi avevano mandato delle foto della barca sul cellulare – ci racconta – : dalle immagini sembrava uno yacht a cinque stelle. Mi avevano anche detto che la traversata del Mar Nero, dalla Turchia alla Romania, sarebbe durata solo 10 ore. Una volta sul posto, la barca si è però rivelata essere un rottame: tutta arrugginita, senza niente da mangiare, e poi, invece di dieci ore, il viaggio in mare ne è durate 48…”. </p> <p>“A metà della traversata – prosegue -, quando eravamo in pieno Mar Nero, il capo dei trafficanti si è messo a gridarci degli ordini: ‘Spegnete tutti i cellulari! Che nessuno fumi più!’. L’atmosfera è diventata tesa e pesante d’un colpo. Poi sono cominciate ad arrivare delle onde enormi…”. </p> <p>Mentre gli vengono prese le impronte digitali, continua poi a raccontarci ulteriori dettagli della sua traversata. Il meccanismo utilizzato per organizzarle è rodato e complesso, per non lasciare nulla al caso. Le importanti somme richieste a chi sogna l’Europa vengono addirittura “congelate” fino al completamento del viaggio. </p> <p>“Per 9.500 euro i trafficanti avevano detto che mi avrebbero portato dalla Turchia alla Germania – racconta ancora -. Per rassicurarmi sul fatto che sarei arrivato a destinazione il denaro è stato affidato a un intermediario. Una volta in Germania dovrò quindi chiamarlo perché sblocchi il pagamento. Visto però che non sono ancora lì, per il momento non pago…”. </p> <p>Appena un quarto dei posti al centro d’accoglienza di Galati sono occupati. Sui banchi in attesa di conoscere il loro destino, alcuni provano anche a imparare il romeno. La maggior parte dei richiedenti asilo che approdano qui sognano però di arrivare in Germania. E i trafficanti li spingono ad andarci. </p> <p>“Questi trafficanti fanno base a Istanbul – spiega – . Visto che hanno perso molte entrate devono rifarsi incassando nuove somme. Fanno quindi pressione sugli intermediari, che a loro volta fanno pressione su di noi, qui nelle strutture d’accoglienza. Ci chiamano con insistenza, ci dicono di scappare e ci promettono che da qui ci porteranno in Germania”. </p> <p>Ci spostiamo ora a Bucarest, nel quartier generale della polizia di frontiera romena. Le sofisticate apparecchiature utilizzate per i controlli sono state prodotte da <span class="caps">EADS</span>, il gruppo aerospaziale e di difesa oggi ribattezzato Airbus Group. L’assegnazione dell’appalto è però avvenuta senza una gara pubblica e la procura di Monaco di Baviera conferma che <a href="http://www.anticorruption-romania.org/home/news-from-romania/189-dna-probing-into-corruption-relating-eads-border-security-contract">un’inchiesta è in corso per verificare eventuali irregolarità e ipotesi di corruzione</a>. La <a href="http://www.euractiv.com/justice/romania-older-members-ready-sche-news-532132">Commissione Europea sostiene comunque già da anni che sul piano tecnico la Romania sia pronta a entrare nell’area Schengen</a>. Paesi come l’Olanda continuano però ad opporsi. </p> <p>A dar voce all’amarezza della polizia di frontiera romena è il vice-ispettore generale Liviu-Marius Galos. “Io e i miei colleghi viviamo con grande frustrazione il fatto che la Romania non sia ancora parte dell’Area Schengen – dice -. Stiamo facendo un buon lavoro ai nostri confini. Molto denaro è stato investito per rafforzare la sicurezza ai confini esterni dell’Unione Europea: soldi dei contribuenti romeni ed europei…”. </p> <p>Uno scacco matto alla corruzione, quanto l’Europa chiede a Bucarest per spianarle la strada di Schengen. Una partita complessa, al pari di quella che Ali sta provando a giocare, per assicurarsi un futuro. “Sono pronto ad andare ovunque nel mondo – conclude -. Voglio solo vivere come un essere umano. Chiedo solo questo: condurre un’esistenza rispettabile…”. </p> <p>Bonus:</p> <p><a href="http://fr.euronews.com/2015/04/10/la-roumanie-devrait-rejoindre-schengen-maintenant">‘‘La Roumanie devrait rejoindre Schengen maintenant’‘’‘La Roumanie devrait rejoindre Schengen maintenant’‘</a><br /> <a href="http://www.euronews.com/2015/04/10/most-migrants-want-to-reach-germany">‘‘Most migrants want to reach Germany’‘’‘Most migrants want to reach Germany’‘</a><br /> <a href="http://www.euronews.com/2015/04/10/fleeing-syria-ali-kawa-crossed-the-black-sea-on-a-refugee-boat">Fleeing Syria, Ali Kawa crossed the Black Sea on a refugee boat</a></p> <object width="606" height="454"> <param name="flashvars" value="offsite=true&lang=en-us&page_show_url=%2Fphotos%2Feuronews%2Fsets%2F72157656039864019%2Fshow%2F&page_show_back_url=%2Fphotos%2Feuronews%2Fsets%2F72157656039864019%2F&set_id=72157656039864019&jump_to="></param> <param name="movie" value="https://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=1811922554"></param> <param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed type="application/x-shockwave-flash" src="https://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=1811922554" allowFullScreen="true" flashvars="offsite=true&lang=en-us&page_show_url=%2Fphotos%2Feuronews%2Fsets%2F72157656039864019%2Fshow%2F&page_show_back_url=%2Fphotos%2Feuronews%2Fsets%2F72157656039864019%2F&set_id=72157656039864019&jump_to=" width="606" height="454"></embed></object>