La Tunisia e i diritti delle donne a due anni dall'inizio della Primavera araba

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Di Euronews
La Tunisia e i diritti delle donne a due anni dall'inizio della Primavera araba

<p>Sessant’anni fa, la Tunisia accordava importanti diritti alle donne, mostrandosi un Paese all’avanguardia nella regione. Cosa nè è di questo primato oggi, a due anni dall’inizio della Primavera araba? Facciamo il punto, in occasione della giornata internazionale dedicata alle donne. </p> <p>Abolizione della poligamia. Cancellazione del ripudio. Diritto al divorzio e qualche tempo dopo anche all’aborto. Appena dopo l’indipendenza, la Tunisia mostrava il proprio slancio riformista nella concessione di diritti civili. Ma dopo quel periodo, il ritmo dei progressi è bruscamente rallentato e oggi, con il partito islamista che domina il paesaggio politico, molti temono che si possa velocemente tornare indietro. Abbiamo incontrato Latifa Habachi, una delle esponenti di questa formazione politica, Ennhadha.</p> <p>“Durante la campagna elettorale si diceva che se avessimo vinto, avremmo introdotto la poligamia, avremmo condannato le donne a fare le casalinghe, invece eccoci al potere e nulla di tutto ciò è avvenuto”. </p> <p><img src="https://static.euronews.com/articles/216910/606x425_WILLIS-FROM-TUNIS-CFP-3.jpg" alt="" /><br /> <a href="http://www.cartooningforpeace.org/" rel="external">Willis From Tunis – Cartooning for Peace</a></p> <p>Non la pensa così Bochra Belhaj Hmida, avvocato, che dalle elezioni di fine 2011 e con l’aumento del potere da parte dei salafisti, ha visto emergere nuove forme di discriminazioni e violenze.</p> <p>“Molte donne subiscono violenze verbali e fisiche da parte dei poliziotti, di sera. Ed è sempre lo stesso profilo di persone: donne moderne, indipendenti economicamente. Ho appena seguito un caso drammatico, una bambina violentata dal padre, che la obbliga a portare il velo. Ha sette anni e riassume nella sua tragedia ogni forma di violenza che una bambina può subire: quella sessuale e l’imposizione del velo”.</p> <p>La frangia più conservatrice degli islamisti ne fa il proprio scopo dichiarato: rimodellare la società secondo una visione tradizionalista. Una lenta mutilazione contro cui combatte l’Associazione tunisina delle donne democratiche. Mentre l’Assemblea costituente è chiamata a dare al Paese una legge fondamentale, quest’organizzazione incita a farlo colmando tutte le lacune nell’ambito dei diritti per le donne.</p> <p>Hédia Jrad, Associazione tunisina delle donne democratiche</p> <p>“Attribuire la tutela dei minori esclusivamente agli uomini è una discriminazione. La differenza di trattamento in caso di eredità è una discriminazione. E lo è il fatto che sia scritto nero su bianco su delle circolari che la donna ha delle restrizioni nella libertà di scelta del proprio congiunto. Ecco perché per far fronte a queste mancanze vogliamo che l’uguaglianza tra uomo e donna sia un diritto costituzionalizzato, che venga scritto nella nostra futura costituzione”.</p> <p>Almeno, la Rivoluzione dei gelsomini ha liberato l’espressione popolare, e in qualche caso ha fatto nascere delle vocazioni, com‘è successo a Nadia Khiari. Intervista con la disegnatrice e il suo gatto Willis nella nostra rubrica News+.</p> <p><img src="https://static.euronews.com/articles/216910/424x600_WILLIS-FROM-TUNIS-CFP-1.jpg" alt="" /><br /> <a href="http://www.cartooningforpeace.org/" rel="external">Willis From Tunis – Cartooning for Peace</a></p>