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Cinecittà tornerà a splendere grazie ai soldi post Covid

I set di Cinecittà
I set di Cinecittà   -   Diritti d'autore  LAURENT EMMANUEL/AFP or licensors   -  
Di Stefania De Michele

Lungo la Tuscolana, come una moderna Avalon, Cinecittà appare agli occhi del visitatore come un luogo magico.
Negli 'studios' romani sono stati girati almeno 3000 film, di cui 51 hanno vinto l'Oscar. Nel '59 Charlton Heston è stato Ben Hur e 41 anni dopo Russel Crow ha vestito, sempre nei set dell'antica Roma di Cinecittà, i panni del Gladiatore.
Ma Roma è l'ombelico del mondo e Scorsese ha girato là Gangs of New York e Minghella Il paziente inglese.
I visitatori fanno la fila per un tour tra location storiche e materiale di scena, oltre che per gettare uno sguardo all'iconico Studio 5 di Fellini, grande habitué degli studi romani, dove ha girato La dolce vita, Amarcord e 8 e 1/2.

Cinecittà rilancia per tornare ai fasti

Ora, però, Cinecittà ha bisogno di rilanciare, come spiega l'ad Nicola Maccanico: "I più grandi studi cinematografici hanno teatri più grandi. Ad esempio, il nostro Teatro 5, lo storico teatro di Fellini, che è di 3500 metri quadrati, è della dimensione giusta. Abbiamo bisogno di più teatri di queste dimensioni".

Per ospitare serie tv, film e nuove produzioni Cinecittà, passata sotto il controllo pubblico nel 2017, deve dunque crescere. Per riuscire nell'impresa, gli studios avranno a disposizione 260 milioni di euro. L'obiettivo è quello di diventare "un importante centro cinematografico europeo" (entro il 2026), almeno pari a Pinewood e Shepperton vicino a Londra, Babelsberg in Germania e Korda in Ungheria.

"La location sarà all'avanguardia dal punto di vista tecnologico. L'elemento nuovo da sottolineare è che gli studi non sono più luoghi dove si girano solo scene interne - grazie a scenografie progettate ad arte - ma, grazie alla realtà virtuale, diventano luoghi dove si girano anche scene esterne. E quindi dove si può realizzare un film nella sua interezza", dice Maccanico.

Nella foto⬇️

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il primo ministro italiano, Mario Draghi, la presidente degli studi cinematografici di Cinecittà, Chiara Sbarigia e l'amministratore delegato degli studi cinematografici di Cinecittà, Nicola Maccanico, posano insieme. Lo scatto risale al 22 giugno 2021: Leyen e Draghi arrivano a Cinecittà per tenere una conferenza stampa congiunta sul Recovery plan.

ALBERTO PIZZOLI/AFP
Autorità davanti allo Studio 5 - CinecittàALBERTO PIZZOLI/AFP

I progetti per gli 'studios' romani

Cinecittà è ora pronta al restyling grazie ai finanziamenti post-pandemia dell'Unione europea.

La priorità è quella di raddoppiare la superficie degli studi, che attualmente coprono circa 40 ettari, con la creazione di cinque nuovi set e la ristrutturazione di altri cinque.

Ulteriori interventi prevedono la realizzazione di una piscina indoor per le riprese subacquee e due set per la realtà virtuale con pannelli LED. A questo si aggiungeranno uno spazio polifunzionale per la formazione, un hub dedicato allo sviluppo di videogiochi e il Museo Italiano dell’Audiovisivo e del Cinema realizzato su una superficie di 4.000 metri quadrati.