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Anoushka Shankar: sulle tracce del flamenco, ritrovando se stessa

Anoushka Shankar: sulle tracce del flamenco, ritrovando se stessa
Di Euronews

<p>Parigi non poteva mancare nella tournée europea di Anoushka Shankar, sulla tracce – nell’ultimo lavoro, Traveller – delle radici indiane del… flamenco! </p> <p>Fondere la passionalità della musica gitana con l’ipnotismo della musica classica indiana, anche di questo ci ha parlato Anoushka a Montmartre, al Cinéma Studio 28, luogo storico della vita culturale parigina. </p> <p>“Per me fare musica è ovviamente bellissimo, è anche una maniera di esplorare nuovi territori… per cui realizzare un album in un genere completamente nuovo per me è un po’ come lasciare un ‘luogo sicuro’ e tentare di sopravvivere. Ho dovuto prepararmi parecchio sul flamenco, andare alla scoperta anche delle sensazioni, dei sentimenti che si celano dietro una forma diversa, capire da dove vengano, e perché. Ma questo non vale solo per il flamenco, credo che ogni qualvolta ci si distacchi dal proprio territorio, noto, si cresca un po’ anche come artista, come persona.” </p> <p>Per Anoushka Shankar, figlia del celebre Ravi Shankar, compositore e musicista di musica classica indiana, non è stato facile prendere le distanze dalla tradizione su cui si è formata.</p> <p>“La musica classica indiana continua a essere la mia maggiore fonte di ispirazione, è quello che ho studiato e che suono, e a cui faccio continuamente riferimento, ma in un certo senso ho dovuto liberarmene per potervi tornare e farla davvero mia… non è stato un processo facile all’inizio perché avevo paura che mi si accusasse di allontanarmi dalla tradizione, di snaturarla.. e poi non è solo la tradizione, è anche la musica di mio padre. </p> <p>“E’ comunque una fase necessaria, diventa fondamentale abbandonare un po’ il genitore, la tradizione, andarsene, per ritrovare se stessi, mi pare. E di nuovo è paradossale che oggi mi senta così vicina alla musica classica indiana, più ancora di quando ho cominciato a prenderne le distanze, perché ho capito quanto vi sia legata.” </p> <p>Anoushka Shankar ha vissuto buona parte della sua vita divisa tra l’India, a Nuova Delhi, e la California, a San Diego, dove ha studiato.</p> <p>“Vivere tra due continenti è stato positivo per me, è stato liberatorio dover andare al di là dei confini in cui viviamo… nel senso che tendiamo tutti a identificare ciò che ci circonda con noi stessi, e le nostre abitudini diventano ciò che siamo… Vivere dovendo continuamente rimettere in discussione quelle abitudini e quelle idee ha voluto dire crescere cercando me stessa al di là di tutto ciò… Ovviamente da tutto questo scaturisce anche un senso di confusione, che però per un artista è positivo, ti spinge a cercare, continuamente… e questo è un bello stimolo!” </p> <p>Nel servizio è possibile ascoltare alcuni momenti dei seguent brani: “<span class="caps">ISHQ</span>”, “Bhairavi” and “Inside me”, tratti dall’ultimo cd di Anoushka Shankar Traveller (Deutsche Grammophon). </p> <p>E’ possibile visionare alcuni stralci dell’intervista (in inglese) rilasciata da Anoushka Shankar a euronews cliccando sul seguente link: <a href="http://www.euronews.net/2011/11/17/bonus-interview-anoushka-shankar">euronews.net</a></p>