Asia Argento racconta la sua verità

Asia Argento è stata una delle donne che hanno fatto esplodere il caso delle molestie sessuali nel cinema, soprattutto ad Hollywood. Euronews l'ha intervistata a Bruxelles dov'è arrivata al parlamento europeo in occasione dell'otto marzo.

Asia Argento, lei è stata una tra le prime attrici di Hollywood ad aver denunciato gli abusi sessuali subiti in passato dal produttore cinematografico Harvey Weinstein. Ma le sue dichiarazioni sulla stampa internazionale hanno generato molte reazioni diverse, a volte reazioni violente nei suoi confronti. Lei è stata accusata di aver taciuto per tutti questi anni per paura di rovinare la sua carriera. Come si sente dopo tutto questo?

Mi ha fatto molto male, ma mi ha dato forza allo stesso tempo perché quando si ricevono delle ingiustizie del genere o si cade nel baratro e non ci si rialza più, oppure ci si rialza come una fenice con ancora più forza. Vorrei chiarire che queste accuse sono venute solamente dall’Italia, mentre negli Stati uniti quando abbiamo spalancato questa porta con la nostra verità siamo state subito credute.

Rimpiange la sua scelta di aver denunciato quegli avvenimenti, oppure se potesse tornare indietro lo rifarebbe?

Ho beccato un sacco di bastonate per aver scelto di raccontare la mia verità pero quello che ne è uscito fuori è sicuramente una posizione diversa per le donne, he finalmente sono state ascoltate e credute. Ne è valsa la pena.

Lei è un'attrice e una regista di fama internazionale, la sua denuncia ha contribuito a gettare luce su un fenomeno di portata globale. Ma una donna che non si trova nella sua condizione, una donna normale...

Lei mi sta dicendo che non sono una donna normale? Pensa che io non rischiassi di perdere il lavoro? Pensa che sia una cosa solo dell’industria dello spettacolo? Le molestie avvengono ovunque: questa rivoluzione non è solo per le donne dello spettacolo. Può succedere ovunque, succede sicuramente anche qua al Parlamento europeo quindi è una rivoluzione che riguarda tutte, anche lei

Ma come può una donna trovare il coraggio per denunciare gli abusi subiti da chi si trova in una posizione di predominanza nei suoi confronti?

La forza io l’ho trovata attraverso gli altri, anzi le altre e questo è il sognificato di #mee too: è solo con un’identificazione empatica che questa ribellione può avere luogo e che si può trovare il coraggio di denunciare i mostri che cercano di espropriarci della nostra umanità.

Molte attrici hanno denunciato le violenze sessuali subite da Weinstein e su questi casi stanno indagando differenti procure negli Stati Uniti. L’avvocato del produttore americano ha affermato che in tribunale porterà l’argomento secondo il quale fare sesso in maniera consenziente per fare carriera non è considerato stupro. Come crede sia possibile ribattere a questa linea difensiva?

Questa stupidaggine è quello che dicono gli avvocati di questi mostri, che naturalmente negano di aver fatto queste cose alle donne. Quando ci sono 100 donne che dicono che gli è successa la stessa cosa, dallo stesso mostro con lo stesso modus operandi…secondo lei era un casting couch o come lo chiamano? No, sono stati dei soprusi veri. Io per esempio non è che dopo esser stata stuprata sono andata avanti nella mia carriera con questo mostro. Io non ho più lavorato con lui.

Lei si è scagliata più volte contro Berlusconi e la mentalità maschilista che incarna. L’opinione pubblica italiana a volte è stata indulgente nei confronti dell’ex premier sugli scandali sessuali che l’hanno travolto. Lei crede che con il suo attivismo qualcosa sia cambiato, che l’opinione pubblica sia cambiata verso Berlusconi?

Dell'opinione pubblica non m'importa, m'importa quello che pensano le mie compagne di battaglia. Berlusconi sicuramente è il simbolo di come il patriarcato in Italia sia stato tollerato da tutti e anche visto nel resto del mondo come una cosa quasi buffa, ridicola. Ma non è né buffo né ridicolo: secondo me è una porcheria quello che ha fatto Berlusconi in Italia, dove abbiamo interiorizzato questa misoginia e quando ci vengono fatte delle molestie pensiamo addirittura che ce la siamo cercata, come vorrebbero loro.

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