Il portavoce del governo greco: "I soldati turchi non torneranno in Turchia"

Continuano le tensioni tra Grecia e Turchia sul caso degli otto soldati turchi fuggiti all'indomani del tentato golpe ai danni di Erdogan nel luglio 2016. Ad uno dei sette militari è stato concesso asilo, mentre agli altri la richiesta è stata rifiutata. La Grecia ha altresi rifiutato l'estradizione degli otto ad Ankara.

La collega di Euronews, Nikoletta Kritikou, ha intervistato il portavoce del governo greco, Dimitris Tsanakopulos

Nikoletta Kritikou, Euronews:
"Il ritorno degli otto ufficiali turchi in Turchia è qualcosa che lei ha esplicitamente escluso. Ha la stessa risposta per la loro possibile estradizione in un altro paese?"

Dimitris Tsanakopoulos, portavoce del governo greco:
"Non riesco a capire il motivo per una cosa del genere, ma se c'è una richiesta per l'estradizione degli otto ufficiali turchi in un altro paese (cioè non in Turchia), seguiremo la procedura prevista dalla legge. Ciò significa che i tribunali greci decideranno se la loro estradizione è possibile".

Nikoletta Kritikou, Euronews:
"In caso di permanenza in Grecia, quale sarà il loro status legale? Quali documenti avranno per lavorare o per poter vedere le loro famiglie?"

Dimitris Tzanakopoulos, portavoce del governo greco:
"Questo dipende dalla decisione se sara accettato o meno il loro status di rifugiati. Nel caso avessero uno status di protezione per i profughi, che è qualcosa che la giustizia greca indipendente deciderà sulla base delle loro richieste, avranno tutti i diritti che hanno tutti coloro che sono definiti rifugiati dalla Convenzione di Ginevra del 1951".

Gli otto soldati turchi fuggirono a bordo di un elicottero e atterrarono a Alexandropoulos, al confine tra Grecia e Turchia. Hanno sempre smentito ogni coinvolgimento nel colpo di stato, poi fallito.

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