Albania, la spazzatura è un problema per i Paesi vicini - e per le aspirazioni europee

I rifiuti portati a riva dai fiumi in Albania sono finiti a Dubrovnik, in Croazia, centinaia di km più a nord. Gli ambientalisti non ne sono affatto sorpresi

di Besar Likmeta

Durante il suo lungo governo comunista durato mezzo secolo, il dittatore stalinista albanese Enver Hoxha, che temeva un'invasione da ovest, ha disseminato la costa del Paese di migliaia di bunker a forma di fungo. L'invasione non c'è mai stata. Ma ora le coste albanesi si trovano davanti ad un'altra minaccia, quella dei rifiuti.

La spiaggia sabbiosa di Capo Rodoni, lungo la costa adriatica dell'Albania a nord di Tirana , è coperta di immondizia. Le bottiglie di plastica, le bombolette spray e diversi tipi di rifiuti domestici sono arrivati a riva, portati qui da fiumi e torrenti in seguito alle piogge abbondanti delle ultime settimane.

Molta spazzatura trascinata fino alla costa dai fiumi sarebbe arrivata  centinaia di chilometri più nord, fino al porto di Dubrovnik , in Croazia. Secondo i media locali, più di 50 metri cubi di rifiuti sono stati raccolti nel porto della città vecchia da diversi volontari e cittadini dalla popolare meta turistica, impegnati per tutto il weekend a ripulire la Perla dell'Adriatico.

A Tirana gli ambientalisti non sono affatto sorpresi della cosa. Spiegano che la mancanza di adeguate politiche di gestione dei rifiuti in Albania rappresenta per la costa adriatica, inclusa quella dei Paesi vicini.

"L'Albania ha molti fiumi, e i fiumi sono stati trasformati in canali che raccolgono rifiuti provenienti da villaggi lontani, ma anche da grandi città. Tutto questo finisce nel mare. Le correnti, nell'Adriatico, scorrono da sud a nord, e così anche i rifiuti finiscono per inquinare la costa adriatica settentrionale. Dal momento che sono arrivati fino Dubrovnik, ci deve essere stata una grande quantità di immondizia e le correnti devono essere state forti", ha dichiarato Xhemal Mato, direttore esecutivo del gruppo ambientale Ekolevizje.

L'Albania è un paese candidato ad entrare nella UE e spera che nel 2018 vengano avviati i negoziati di adesione con Bruxelles. Tuttavia, secondo la relazione della Commissione europea del 2016 sui progressi compiuti dall'Albania, la raccolta differenziata è inesistente e quella fatta allo scopo di riciclare avviene su basi largamente informali. 

La capacità istituzionale di gestire i rifiuti è ancora debole a tutti i livelli. 

Lo smaltimento dei rifiuti in gran parte non è conforme alle norme della tutela dell'ambiente. Un rapporto pubblicato all'inizio dell' anno dall'INSTAT (Istituto nazionale di statistica albanese) mostra come solamente il 68% della popolazione abbia accesso ai servizi di smaltimento dei rifiuti. Gran parte della spazzatura che non viene raccolta finisce nei fiumi e nei corsi d'acqua.

"Uno dei criteri è che le pratiche di gestione dei rifiuti debbano soddisfare gli standard UE, ma questo rimane ancora un indicatore negativo per l'Albania e danneggerà l'industria turistica: nessuno vuole visitare una spiaggia piena di pattume", ha osservato Xhemal Mato.

Sotto un ponte del fiume Tirana, 12 chilometri al di fuori dalla capitale albanese, la spazzatura portata a valle dal flusso dell'acqua copre quasi ogni centimetro della riva e si è perfino arrampicata sui rami degli alberi, che sembrano vestiti per Halloweeen. Gran parte di questa immondizia proviene dalla capitale e dai suoi sobborghi e scorre placida a valle verso il Mare Adriatico. Quantificare tutti questi scarti è impossibile. 

"In Albania mancano dati precisi sui rifiuti prodotti e non possiamo dire di quanto si tratta. Ma la situazione è problematica, lo possiamo vedere ad occhio nudo. In tutti i luoghi pubblici, urbani o parchi naturali, ci sono rifiuti abbandonati: significa che abbiamo un problema con la loro gestione, per non parlare di quella integrata", ha detto Ermelininda Mahmutaj, direttore esecutivo del gruppo ambientale Eden.

I gruppi ambientalisti lamentano il fatto che le autorità albanesi stiano facendo troppo poco per migliorare i tassi di raccolta, prevenzione e riciclaggio della spazzatura. Fino a quando le cose non cambierano, è meglio che gli stati vicini stiano sul chi va là - specialmente lungo la costa.
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