La Polonia insiste: "No ai migranti dal Medio Oriente e dall'Africa settentrionale"

Rapporti tesi tra l'Unione Europea e la Polonia. In un'intervista televisiva all'emittente di stato a Varsavia, il neo-premier Mateusz Morawiecki conferma le linee guida del partito di governo, il Pis (Prawo i Sprawiedliwość, che significa Legge e Giustizia).
La posizione è chiara: la Polonia non accoglierà migranti provenienti dal Medio Oriente e dall'Africa Settentrionale.

"Siamo invariabilmente dell'opinione, formulata da nostro partito fin dalle elezioni del 2015, che non riceveremo migranti dal Medio Oriente e dall'Africa del Nord qui in Polonia", dichiara il primo ministro Morawiecki, in carica dal 7 dicembre scorso, dopo un rimpasto del governo di centro-destra.

In realtà, in Polonia vivono numerose comunità di altri paesi dell'Est, e lo stesso governo accetta l'arrivo di migranti dall'Ucraina.

"Alle frontiere orientali dell'Unione Europea contribuiamo a ridurre le tensioni poiché abbiamo già ricevuto decine di migliaia e forse anche centinaia di migliaia di profughi dall'Ucraina, ma non diamo loro lo status di richiedenti asilo", spiega il primo ministro polacco.

A Bruxelles non saranno molto soddisfatti di queste dichiarazioni di Morawiecki: convincere Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca a farsi carico delle loro quote di migranti sarà, infatti, una delle imprese più' ardue che l'Unione Europea si accinge ad affrontare nel 2018. 

In questo Twitter distensivo dal suo profilo, Morawiecki ricorda rapidamente la storia degli ultimi 100 anni della Polonia e fa gli auguri a tutti uno splendido 2018. 

(Traduzione del tweet: "Ogni nuovo anno porta speranza. Cento anni fa, i polacchi hanno dimostrato che solo insieme possiamo ottenere la vittoria più grande e abbiamo riacquistato l'indipendenza. Oggi stiamo adempiendo la volontà dei nostri antenati costruendo uno stato forte, moderno e giusto. Meraviglioso A.D. 2018!")

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