Austria, campagna elettorale al veleno

Nuovo colpo di scena nella tesa campagna elettorale austriaca, a pochi giorni dal voto del 15 ottobre. Il nuovo scandalo arriva dalle rivelazioni di Peter Puller, ex portavoce del partito popolare ÖVP, che racconta: “Il mio ex partito mi offri’ 100mila euro per indagare sulla campagna dei rivali, i socialdemocratici dell’SPO”. Puller spiega che gli fu offerto di lavorare come spia, e dice avere le prove. Una polemica che si aggiunge e si intreccia al cosiddetto scandalo Facebook, che sta dominando la campagna elettorale e che ha travolto il cancelliere uscente Christian Kern, candidato per i socialdemocratici.

Alcuni giornali hanno rivelato che due pagine Facebook contro il suo competitor, Sebastian Kurz, leader del partito popolare, erano riconducibili proprio ai rivali, i socialdemocratici. I siti attaccavano il giovane Kurz diffondendo notizie false. I socialdemocratici hanno negato ogni legame, ma secondo l’analista politico Thomas Hofer il danno per il cancelliere Kern è grande.

“Anche se non lo sapeva, è una brutta situazione per lui perchü significa che non aveva la responsabilità di tutta la campagna; che non sapeva cosa succedeva all’interno della sua stessa campagna. E questo sta, ovviamente, danneggiando la sua performance come leader, non sol nel suo paese ma anche in questa repubblica”, ha spiegato.

Già prima dello scandalo, i sondaggi davano i socialdemocratici al secondo posto. Adesso, dopo i conservatori le urne potrebbero premiare il partito FPO di estrema destra.
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