Las Vegas: la compagna del killer "non doveva interferire"?

Un attacco preparato meticolosamente, secondo gli inquirenti, ma del quale non era assolutamente a conoscenza. Lo afferma la compagna di Stephen Paddock, autore della strage di Las Vegas, che ha ucciso 58 persone prima di togliersi la vita. Marilou Danley, rientrata martedì dalle Filippine dove era andata per visitare la famiglia, resta a disposizione dell’Fbi come persona informata sui fatti.

Matthew Lombard, avvocato di Marilou Danley: “Ero grata e sorpresa del viaggio che mi aveva offerto per tornare a casa e dei soldi inviati, ma anche preoccupata che fosse un modo per porre fine alla relazione. Ma l’idea che avesse in mente di fare del male a chicchessia non mi aveva neppure sfiorato” ha dichiarato la donna per voce del suo avvocato.

I rilevamenti effettuati nella stanza al 32esimo piano del Mandalaya Bay dalla quale Paddock ha sparato sul pubblico che assisteva al concerto confermano che aveva a disposizione un vero arsenale, con almeno 3 fucili AR-15. Due erano posizionati su cavalletto per poter essere usati con il mirino di precisione. Un terzo era equipaggiato con un “bump stock” che permette di sparare ad una velocità di poco inferiore a quella di un’arma automatica. Negli Stati Uniti il possesso di armi automatiche è vietato per i privati. Il “bump stock” permette in certa misura d’aggirare tale divieto.

Tutti elementi che dimostrano la determinazione nel fare il maggior numero di vittime possibile. Oltre ai 58 morti, il killer ha ferito almeno 500 persone.
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