DIRETTA - Referendum Catalogna: 761 feriti, urne chiuse e manifestazione a Barcellona. Rajoy: "Offesa alla democrazia"

Un’ondata di violenza ha attraversato oggi la Catalogna, nel giorno in cui il referendum “1-O” avrebbe dovuto sancire la volontà dei catalani di separarsi dalla Spagna. La polizia spagnola è intervenuta con la forza in diversi seggi elettorali per impedire lo svolgimento del referendum di indipendenza catalano. La mossa di Madrid non ha permesso di impedire il voto, come aveva promesso il premier spagnolo Mariano Rajoy, che aveva dichiarato “illegale” il referendum. Il presidente del governo spagnolo e del PP ha dichiarato in conferenza stampa ad urne chiuse: “Oggi non c‘è stato nessun referendum. Si è trattato di un’offesa alla democrazia. La maggioranza del popolo catalano non ha partecipato alla sceneggiata degli indipendentisti”.

Secondo il governo catalano, il 96% dei seggi ha potuto regolarmente aprire per i 5.3 milioni di cittadini chiamati alle urne. Lunghe le code davanti ai punti per votare. C‘è chi lo ha fatto anche con pezzi di carta portati da casa, come suggerito dalle autorità secessioniste. Tagliata la linea internet in alcuni seggi da parte delle autorità. In diversi momenti della giornata gli agenti in tenuta anti-sommossa hanno caricato i civili riuniti a difesa dei seggi o nelle strade. Manganelli, pallottole di gomma, lacrimogeni, hanno fatto almeno 761 feriti. Alcuni, secondo il governo catalano, gravi.

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I fatti salienti finora

Rajoy ha parlato dopo le 20, ad urne chiuse: “Oggi non c‘è stato alcun referendum, è chiaro a tutti. Il nostro stato di diritto mantiene la sua forza e resta in vigore, reagisce di fronte a chi vuole sovvertirlo. Se vorranno dialogare, lo faremo entro le regole della costituzione”;

Alle 20 chiusi i seggi, inizia la maxi-manifestazione di Barcellona, dove sono attese più di un milione di persone;

I feriti sono 465 in tutta la Catalogna. Il sindaco di Barcellona nel pomeriggio ha chiesto la fine immediata delle cariche della polizia;

La Generalitat ha assicurato che il 96% dei collegi elettorali ha aperto regolarmente. Le autorità catalane hanno invitato a votare ovunque e comunque, anche con dei foglietti fatti in casa;

11 agenti, tra cui nove poliziotti e due membri della Guardia Civil, sono stati feriti leggermente in Catalogna. Sei gli arresti: due persone a Girona, due a Sant Esteve Sesrovires, una a Lleida e una a Sant Andreu de la Barca

Soraya Saenz de Santamaria, vicepresidente del Governo spagnolo, ha assicurato che lo Stato ha agito con “fermezza e proporzionalità” criticando il concetto di democrazia di Carles Puigdemont. Quest’ultimo ha ribattuto: “Se Madrid vuole negoziare, possiamo farlo”

Puigdemont parlerà alle 11

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